condominio_berlino_NUna famiglia di tre persone, che da mesi si accaniva con molestie di ogni tipo contro i vicini di casa del piano di sotto, è stata obbligata a lasciare definitivamente il proprio alloggio e a non farvi più ritorno, perché ritenuta responsabile di “stalking condominiale” in una palazzina popolare di contrada Marchitello, a Gela. Si tratta di un pensionato di 65 anni, della moglie sessantenne, casalinga, e della figlia di 20 anni.

La misura cautelare nei loro confronti, che fa venir meno il diritto di proprietà, è una delle prime applicate in Sicilia ed è stata eseguita dalla polizia su ordine del gip del tribunale gelese, Veronica Vaccaro, in accoglimento di un’analoga richiesta del sostituto procuratore Serafina Cannatà.


Vittime delle angherie e dei soprusi, puntualmente denunciati alla polizia, sono stati i quattro componenti della famiglia di un altro pensionato, pure lui di 65 anni. All’origine dei fatti ci sarebbero dei dissapori per banali contrasti di condominio.

Gli investigatori hanno messo sotto controllo ambientale gli appartamenti dei due inquilini e hanno accertato che quelli del piano superiore in vari momenti della giornata battevano le sedie, urlavano, mandavano musica ad altissimo volume, facevano schiamazzi notturni, muovevano i mobili, lasciavano cadere dal balcone acqua e oggetti vari, mentre in giro raccontavano invece di essere stati aggrediti dagli odiati vicini. Tutto però è stato rigorosamente registrato dalle telecamere della polizia e dai sensori installati dei tecnici dell’Arpa (l’agenzia regionale di protezione ambientale) intervenuta per accertare il livello effettivamente altissimo della rumorosità causata.

“Sfrattando gli inquilini prepotenti – fanno notare al commissariato di polizia – la magistratura ha inteso impedire che la situazione sfociasse nella violenza e nel sangue”.