Il Consiglio comunale si dichiara favorevole alla cessione degli impianti del “Tre Sorgenti” all’Ato Idrico e a Girgentiacque.
Giovedì sera, infatti, la maggioranza ha bocciato la proposta che era stata presentata da ben 11 consiglieri comunali dell’opposizione di chiedere la revoca della delibera con la quale il 17 dicembre scorso è stato disposto dall’assemblea dei sindaci la cessione delle reti del Tre Sorgenti all’Ato, in ottemperanza di una sentenza emessa dal Tribunale Superiore delle Acque di Roma.
A chiedere la revoca di quella delibera, tramite un atto di indirizzo rivolto al sindaco Vincenzo Corbo erano stati i consiglieri comunali: Maira, Licata, Di Benedetto, Seminatore, Migliorini, Milioti, Muratore, Tiranno, Asti, Nicosia e Giardina. Ma giovedì sera i colleghi di maggioranza di fatto li hanno stoppati.
Cosa che invece non avevano fatto i consiglieri comunali di Licata, i quali il 2 gennaio scorso avevano votato contro la cessione degli impianti del consorzio che ha sede a Canicattì all’Ato Idrico. Intanto, è slittata a 3 febbraio prossimo la riunione dell’assemblea dei sindaci che doveva tenersi ieri sera.
Durante, una precedente riunione, infatti, era l’assemblea aveva votato per la sospensione momentanea di quella delibera del 17 dicembre, in attesa che gli amministratori degli enti che fanno parte del “Tre Sorgenti” ricevessero dei chiarimenti dalle avvocature comunali sul provvedimento di cessione delle reti del consorzio all’Ato Idrico e a Girgenti acque.
Nei giorni scorsi contrari alla cessione chiedendo che la delibera adottata venga revocata si sono detti il sindaco di Palma di Montechiaro Pasquale Amato ed il collega di Campobello di Licata Gianni Picone.
Entrambi gli amministratori alla prossima riunione dell’assemblea dei sindaci chiederanno la revoca definitiva di quella delibera perché secondo loro si creerebbe soltanto un danno ai cittadini invece di tutelare gli stessi in un momento in cui si parla di ritorno all’acqua pubblica.















