Sabato 28 marzo alle ore 20:00 nella splendida cornice della Badia, nel centro storico canicattinese, tra il Palazzo La Lomia e il Museo Civico, si svolgerà una rappresentazione sacra sulla passione, morte e resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo dal titolo “Andate a dire”. La Badia, dunque, si trasformerà per un paio d’ore, in un palcoscenico a cielo aperto, e lì sarà possibile rivivere gli ultimi momenti della vita terrena di Gesù di Nazareth. Più di cinquanta attori, professionisti e non, saranno protagonisti assieme alle sonorità toccanti del soprano Piera Grifasi, la voce piena e calda della cantante Ivana Baldo, le coreografie espressive e contemporanee del corpo di ballo diretto dalla direttarice della scuola di danza Metamorphosis, Letizia Milanese, i trucchi teatrali di Romualdo group parrucchieri, sotto la direzione artistica di Cristian Napoli e la regia di Elettra Ferrigno.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Canicattì – Assessorato allo sport, spettacolo e turismo – nasce con l’intento di coinvolgere più associazioni e soprattutto più comunità parrocchiali. Infatti, alcuni attori fanno parte dell’Associazione Maria SS. Addolorata, altri del GAD- piccolo teatro Città di Canicattì, altri ancora sono membri attivi di gruppi di preghiera nelle varie parrocchie della città. Questa collaborazione e questo interscambio è il valore aggiunto della rappresentazione: tutti, nessuno escluso, devono farsi portavoci della buona notizia del Vangelo. Tutti devono “andare a dire” che Cristo è morto in croce per noi, ma è risorto, promettendoci la vita eterna. La finalità della rappresentazione, infatti, è proprio quella di evangelizzare, come spesso ci ricorda anche papa Francesco. La missione del cristiano è quella di portare Cristo fino ai confini della terra, in tutte le periferie, soprattutto quelle esistenziali. I personaggi li conosciamo tutti. C’è Gesù, Maria, Maria di Magdala, la Veronica, gli apostoli. E poi ancora Pilato, Caifa, Anna, Erode, tanti giudei, tanti farisei e tanti dottori della Legge. Sappiamo anche come va a finire… la derisione, il castigo, il rifiuto, l’ingiuria, l’incomprensione, la condanna e la pena. La croce. Ma allora cosa c’è di nuovo da dire? Di nuovo c’è lo sguardo di Cristo che acceca la tua esistenza e te la cambia. Lui, il Dio delle storie scartate, dei sentieri interrotti, il Dio che mangia coi peccatori e che si mette a scrivere per terra: Gesù Cristo, che di te è follemente innamorato, ama la tua storia, e ti ama così come sei. Di nuovo c’è la storia e il tempo di ciascuno di noi. Il più grande spettacolo sei tu, caro spettatore. Perché su quella croce sei stato amato, liberato e salvato. E’ te che Gesù cerca per dirti che ciò che è impossibile a te è possibile a Lui. Non importa se sei povero, se sei fallito, se sei perdente, se hai tanti peccati… è proprio te che cerca per ricolmarti di grazie. La tua sofferenza è la Sua Passione, e per la Sua morte tu hai ottenuto la vita!
Andate a dire – allora- ai lontani, ai nascosti cercatori di Dio che non sanno trovare la strada per contemplare il Volto dell’Amore, a chi è rannicchiato nella propria vita e guarda alla fede con disincanto, andate a dire che c’è Qualcuno che li aspetta a braccia aperte, proprio quelle stese sulla Croce. Andate a dire che c’è posto per tutti perché Dio è possibilità per tutti.
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