9737-ANGELO_CAPODICASA“Superare le primarie con la proposta alla coalizione di un candidato che possa rappresentare al meglio i democratici e i suoi alleati”. Su questa posizione oggi il segretario regionale del Pd Fausto Raciti ha trovato l’unanime convergenza del gruppo dirigente di Agrigento dopo i travagli degli ultimi giorni, durante i quali è arrivata la decisione di scaricare Silvio Alessi, vincitore domenica scorsa delle primarie.

Alla riunione erano presenti il segretario provinciale Peppe Zambito, il presidente del Pd siciliano, Marco Zambuto, Nelli Scilabra, Epifanio Bellini oltre ai parlamentari regionali e nazionali agrigentini. “Il Pd siciliano – dicono i dirigenti – di concerto con la direzione nazionale, si è impegnato a lavorare per tenere unita la coalizione che ha intrapreso un percorso politico con i democratici di Agrigento ed è anche disposto a mettere in campo una proposta autorevole per superare la complessa e confusa situazione da cui il Pd vuole immediatamente uscire”.


Secondo gli spifferi potrebbe trattarsi del deputato Angelo Capodicasa, agrigentino, uno dei big del Pd siciliano, da decenni in prima linea prima col Pci e poi con Pds e Ds fino all’approdo nel Pd. E’ stato il primo presidente della Regione siciliana di sinistra.

Tutto questo mentre Alessi, mollato perché sostenuto anche da Fi, ha diffuso il contenuto di una lettera inviata al premier, nonché segretario nazionale del Pd, Matteo Renzi. “Tutti quelli che ti hanno votato – chiede Alessi all’ex sindaco di Firenze -, e che ancora credono in te come segretario di partito e come presidente del Consiglio, erano stati elettori o iscritti del Pd? Ovviamente no”.

“Altrimenti – aggiunge Alessi nella lettera – il Partito democratico non avrebbe mai potuto raggiungere il 40% e più di consensi alle europee. L’Italia è cambiata, e con essa sono cambiate sia la destra che la sinistra, non più settaria e chiusa in se stessa ma plurale ed aperta verso il centro. Esattamente in questo spirito plurale e inclusivo abbiamo, sul tuo esempio, affrontato le primarie aperte per la scelta del candidato a sindaco di Agrigento. Ora quella coalizione scricchiola, sembra quasi tendere a rompersi. Perché non ha vinto il candidato Pd? Sarebbe abbastanza squallido e poco conducente. Ma tutti gli italiani che hanno aderito al Partito democratico e hanno votato alle primarie per te, avevano prima votato Pd? Certamente no. E allora cambiamo anche ad Agrigento, apriamoci alla rottamazione e alla pluralità. Sono pronto alla sfida e resterò candidato alla carica di sindaco”.

Parole che Raciti commenta così: “Non mi pare di aver posto il tema del ‘per chi abbia votato Alessi nel recente o più remoto passato’, né messo in discussione la correttezza formale delle primarie. Non mi occupo di alberi genealogici elettorali, né faccio l’azzeccagarbugli.
Ho messo in discussione la capacità di rappresentare una coalizione in cui c’è anche il Pd. Ho posto quindi, da segretario regionale, un problema politico di grande rilevanza”.