ribera-case-popolari-3Cinque alloggi popolari occupati abusivamente saranno sgomberati nei prossimi giorni. La Regione infatti, ha notificato all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo Corbo, il decreto con il quale viene nominato il commissario ad acta, in questo caso l’architetto Rino La Mendola, capo del Genio Civile di Caltanissetta, il quale dovrà provvedere in tempi rapidi ad effettuare le operazioni di sgombero degli alloggi che sono abitati in maniera abusiva da cinque famiglie canicattinesi.

Si tratta di alloggi che in città sono stati realizzati dall’Istituto Autonomo Case popolari di Agrigento e che si trovano in contrada Reda. Ad occuparsi dello sgombero saranno polizia e carabinieri, così come accaduto nelle settimane scorse nella vicina Castrofilippo dove tre famiglie hanno dovuto lasciare gli alloggi che occupavano in maniera abusiva. La vicenda dell’occupazione degli alloggi popolari a Canicattì risale ormai al lontano 2007 quando l’amministrazione comunale effettuò una prima parte di consegna delle case agli aventi diritto che erano stati inseriti nella graduatoria stilata dallo Iacp di Agrigento. Successivamente a queste procedure alcuni appartamenti che erano rimasti vuoti ed in attesa di essere consegnati ai proprietari vennero però presi di mira da alcune famiglie bisognose le quali deciso di occuparle in maniera abusiva.


Adesso, l’intervento della Regione, che con la nomina del commissario ha deciso di far tornare liberi quei cinque appartamenti facendo uscire dalle case chi non ha diritto e li ha occupati sino ad oggi abusivamente.

Tra i casi già andati a sentenza vi è quello riguardante  un immobile sito in via Gorizia al civico numero 2, occupato abusivamente da una  famiglia di Canicattì  che ha sfondato le finestre e si è insediata all’interno nonostante la casa fosse  arredata e in attesa di  riscatto presso gli uffici dello Iacp di Agrigento.

La sentenza di primo grado ha condannato i coniugi ma ci si chiede come mai l’amministrazione comunale insieme allo Iacp non avvii un serio programma per ripristinare la legalità e sgomberare le famiglie di abusivi che risultano già condannate, così come fatto nella vicina Castrofilippo e in altri comuni dell’hinterland. Tempo fa si era parlato di un’apposita commissione che avrebbe dovuto valutare le situazioni, classificando i vari tipi di occupazioni.

Secondo l’articolo 633 del codice penale italiano, l’occupazione abusiva è già di per sé un reato, punibile fino a 2 anni di carcere.

Occupare le case è un reato. Poi ci sono casi in cui l’occupazione abusiva avviene con appoggi di terze persone o di organizzazioni criminali che lucrano su queste situazioni. Anche a Canicattì, gli assegnatari delle case popolari chiedono un’urgente presa di posizione dell’amministrazione e della commissione consiliare che si occupa dell’argomento. Non intervenire in maniera seria vorrebbe dire schierarsi dalla parte dell’illegalità.

Fonte: Carmelo Vella