In preda ad una “sbronza colossale”, va in coma etilico, si addormenta e muore. E’ questa la causa della morte di una quarantacinquenne, originaria della Romania, residente nel centro abitato di Ravanusa, che si è sentita male nel primo pomeriggio di lunedì. La donna avrebbe bevuto alcuni litri di vino, mentre da sola si trovava all’interno della sua abitazione, così come hanno fatto ricostruito i carabinieri, dopo i primi accertamenti e le testimonianze raccolte. Secondo il quadro disegnato dai militari dell’Arma della Stazione di Ravanusa e della Compagnia di Licata, agli ordini del capitano Marco Currao, la quarantacinquenne, che viveva con il marito un operaio suo connazionale, di primo mattino avrebbe iniziato a bere un massiccio quantitativo di vino. Non sarebbe la prima volta che alzava di parecchio il gomito. Ma l’altro ieri avrebbe esagerato, tanto da pensare lei stessa, che sarebbe stata sufficiente una buona dormita per superare ogni problema. Ma purtroppo non è andata così. Pare, infatti, che non abbia superato la crisi e, a quel punto, nel sonno è entrata in coma etilico, ovvero una delle più gravi conseguenze dell’intossicazione acuta da etanolo, la sintomatologia clinica correlata ai livelli di alcol etilico nel sangue. La rumena non si è più risvegliata. A fare la scoperta del corpo senza vita sul letto della camera da letto, è stato il marito al suo ritorno a casa. L’uomo subito ha dato l’allarme. Sul posto sono arrivati i sanitari, che tuttavia, il loro intervento si è rivelato vano, perchè la donna era già cadavere. Immediatamente sono scattate le indagini dei carabinieri, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Agrigento. Gli investigatori hanno provveduto a sentire il marito e diversi loro connazionali. Dalle informazioni raccolte, la vittima pare non soffrisse di patologie particolari. Sembra che avesse però dipendenza da alcol. L’intervento del personale della Scientifica ha permesso di escludere la presenza di tracce di effrazioni da scasso o impronte di dubbia provenienza. Poi è stato il turno del medico legale incaricato dal magistrato di turno di effettuare l’ispezione cadaverica. Sul corpo della sfortunata non sono stati rilevati segni di colluttazione oppure altri particolari riconducibili ad una morte violenta. L’esame ha spiegato che cosa è accaduto. Il decesso è avvenuto nel sonno per un coma etilico, dovuto alla pesante intossicazione da alcolici. Il sostituto procuratore non ha disposto l’autopsia e la salma è stata restituita ai familiari.
Antonino Ravanà












