I carabinieri del comando provinciale di Palermo, al termine di una complessa attività di indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica (Procuratore Capo dott. Francesco Lo Voi, Procuratore Aggiunto dott. Bernardo Petralia e Sostituti Procuratori dott.ssa Annamaria Picozzi e dott. Roberto Tartaglia), hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Palermo nei confronti di 18 soggetti (3 carcere, 3 arresti domiciliari, 12 obblighi di presentazione alla Pg), ritenuti a vario titolo responsabili dei reati di associazione per delinquere (art. 416 c.p.) finalizzata alla commissione di più delitti di falso materiale in atto pubblico (artt.478 – 482 c.p.) e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.), tutti finalizzati a far ottenere illecitamente a terzi soggetti, non in possesso dei requisiti richiesti, i benefici economici previsti dalla legge in favore degli invalidi civili.
Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo e dirette dalla Procura della Repubblica, sono state avviate nel febbraio 2014, a seguito degli accertamenti sviluppati su di un tentativo di estorsione posto in essere da una donna.
L’indagine ha visto la collaborazione attiva sia della direzione regionale dell’INPS di Palermo, sia della Commissione Medica Centrale dell’Inps di Roma, e ha accertato nel complesso 25 truffe per un ammontare di 1 milione e 500 mila euro, motivo per il quale i carabinieri stanno eseguendo il cosidetto sequestro per equivalente di saldi attivi di conti bancari, di beni mobili e immobili riconducibili agli indagati. Si tratta di un provvedimento ablativo disposto su somme di denaro, beni o altre utilità di cui il reo abbia la disponibilità per un valore corrispondente al prezzo, al prodotto e al profitto del reato, previsto per talune fattispecie criminose e sia impossibile identificare fisicamente le cose che ne costituiscono effettivamente il prezzo, il prodotto o il profitto.
“Tuttavia i casi di grandi abusi come quello emerso dall’indagine dei carabinieri del Comando Provinciale di Palermo non assumono rilievo per le somme sequestrate e i risparmi ottenuti, anche se non indifferenti. Il valore principale di questa attività sono gli effetti positivi sul piano dell’equità e della legalità. Il terreno di coltura del fenomeno, infatti, è questa rete di burocrazia infedele che certifica falsità con connivenze e interessi clientelari enormi. L’opposto di quanto avrebbero bisogno i veri invalidi, vere vittime di questo sistema criminale”.












