Matteo-Salvini1Diventa un caso politico l’omicidio dei due coniugi di Palagonia, in provincia di Catania, per il quale è stato fermato un immigrato ivoriano ospite del Cara di Mineo. Dopo le parole della figlia delle vittime, che aveva attribuito responsabilità “anche allo Stato che permette a questi migranti di venire qui da noi e di fare quello che vogliono””, interviene Matteo Salvini, che attraverso i suoi canali social rilancia e sottolinea: “Non è colpa ‘anche’ dello Stato, è colpa ‘solo’ dello Stato”. ll leader del Carroccio riprende lo sfogo di Rosita Solano (“Ha ragione, un abbraccio e una preghiera”) e punta il dito su Renzi, Alfano e Boldrini: “Siete pericolosi”.

Salvini annuncia a breve una visita nel Cara di Mineo, dov’era già stato nei mesi scorsi tra mille polemiche delle associazioni umanitarie locali, e provocatoriamente si chiede: “Da che guerra scappava questo tizio? Se colpevole, in galera a vita, ma ai lavori forzati. E il centro immigrati di Mineo che lo ospitava, un ostello per clandestini da 100 milioni di euro, chiuso subito. Tornerò presto in Sicilia, l’invasione va fermata a tutti i costi. Renzi e Alfano, quanti morti avete sulla coscienza?”. E annuncia la sua visita per venerdì.


Le parole di Salvini, però, entrano come una lama nel burro del tessuto sociale del Paese stanco di vivere e sentire quotidianamente episodi di violenza legati a stranieri violenti e senza scrupoli che non hanno nulla o poco da condividere con i profughi che scappano da guerre e abusi.

Un pensiero sposato da Giancarlo Cancelleri del M5s, che in un tweet scrive: “I fatti di Palagonia fanno orrore. Il Cara di Mineo va chiuso, subito, questo sistema di gestione dei flussi migratori non funziona, sta esplodendoci addosso, in pieno volto”.

Per Salvo Pogliese, parlamentare europeo di Forza Italia, è grave che a commettere l’omicidio sia stata “una persona giunta nel nostro Paese chiedendo aiuto e che da noi è stata subito accolta, nutrita e vestita. E’ ora di dire basta a tutto ciò, la misura è colma, gli italiani non possono continuare a subire le violenze e gli efferati crimini di persone che hanno accolto con immani sacrifici economici e sociali”. L’europarlamentare chiede di espellere subito coloro i quali non hanno i requisiti per ottenere l’asilo politico. Lo spirito di accoglienza che ha sempre contraddistinto gli italiani, e i siciliani in particolare, non può ledere la superiore necessità di tutelare il nostro popolo e di proteggerlo da questi criminali”.

A chiedere maggiori controlli è anche il leader di Forza Italia in Sicilia, Vincenzo Gibiino, che accusa lo Stato di avere gestito “irresponsabilmente e con grave approssimazione, e da tempo non più controllabile sul territorio” una migrazione senza fine.

Parla di “responsabilità morale dello Stato” anche la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: “Chiediamo a Renzi di rispondere alla richiesta di Rosita: vada sul posto e spieghi perché il signor Vincenzo e la signora Mercedes sono stati selvaggiamente uccisi nella loro casa. Il governo Renzi-Alfano spieghi perché il centro di accoglienza più grande d’Europa non è sorvegliato a dovere”.

E la delegazione siciliana di FlI, Sandro Pappalardo, rilancia accusando il Cara: “Un’invasione che ha generato tensione sociale e insicurezza. Il governo è stato inerte e non ha né smantellato il business dell’immigrazione chiudendo il Cara né rafforzato i presidi delle forze dell’ordine. E’ arrivato il momento di dire basta e di chiudere la mangiatoia”.

Angelo Attaguile, responsabile nazionale di Noi con Salvini e segretario della Commissione Nazionale Antimafia, in queste ore sta lavorando a stretto contatto con gli inquirenti per stringere il cerchio sui complici del delitto di Palagonia.

“Sono mesi che io e Matteo Salvini, tra ispezioni e visite varie alla struttura, abbiamo tentato invano di richiamare l’attenzione sulla diffusa insicurezza che regna dentro e attorno al Cara di Mineo. Le prove a carico dell’ivoriano sarebbero schiaccianti, mentre adesso al vaglio degli investigatori c’è la posizione di altri extracomunitariche potrebbero aver preso parte ad una o più fasi dell’agghiacciante duplice omicidio. Il procuratore di Caltagirone Giuseppe Verzera mi ha anche ribadito l’enorme sacrificio necessario per la gestione dell’ordine pubblico all’interno del Cara che porta inevitabilmente a togliere uomini dai territori limitrofi indebolendo la tutela dell’ordine pubblico”.

Secondo Attaguile “qualcuno volutamente continua a trascurare che anche in questa circostanza non ci troviamo di fronte a persone che fuggono da una guerra, ma a criminali provenienti da paesi come la Costa D’Avorio e il Mali, in cui non c’è alcun conflitto bellico in corso. Sono finti profughi che pensano di campare sulle spalle degli italiani e di poter fare qui da noi quello che vogliono vista la grande “tolleranza” dello Stato italiano nei loro confronti. E possiamo anche comprendere il perché di tanta “tolleranza” nei loro confronti considerato il losco giro d’affari che da tempo è acclarato esserci attorno al traffico di migranti”.

Il deputato della Lega si sofferma anche sugli ospiti del Cara di Mineo sottolineando come la maggior parte di essi non siano profughi di guerra, ma semplicemente dei clandestini che andrebbero immediatamente rispediti al loro paese d’origine: “Lo scorso 11 agosto mi sono recato per l’ennesima volta al Cara di Mineo per monitorare una situazione che sapevo essere potenzialmente rischiosa. Ebbene su 3.168 ospiti del Cara solo tre sono eritrei e zero siriani, mentre il 99,9% proviene da Paesi che non sono in guerra: 685 Nigeria, 510 Gambia, 402 Mali, 320 Senegal, 301 Pakistan, 289 Bangladesh, 197 Ghana, 110 Costa D’avorio. Dai due paesi in guerra solo tre eritrei e zero siriani  e i dirigenti del centro mi hanno spiegato che chi fugge veramente da una guerra va a farsi riconoscere lo status di rifugiato direttamente nel Nord Europa, qui rimane solo chi spera in qualcosa a cui non ha diritto sfruttando l’elasticità italiana”.

Il sindaco di Palagonia, Valerio Marletta, dopo avere partecipato alla prefettura di Catania a un comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha annunciato che “già in questi giorni arriveranno le prime pattuglie per controllo in sinergia tra carabinieri, guardia di finanza e polizia” perché, ha aggiunto “il territorio ha bisogno di maggiore sicurezza, al di là dei migranti o meno, e lo Stato ha il diritto e il dovere di esercitare questo servizio”.