Guardando i tg nazionali ma anche le cronache regionali, si assiste giornalmente ad episodi di violenza che spesso hanno per protagonisti giovanissimi,  l’opinione pubblica continua a chiedere la certezza di pene severe ma la realtà è ben diversa.

Per un genitore la perdita di un figlio è qualcosa di insopportabile, una sensazione che ti svuota dentro, dunque solo la certezza di vedere scontare una pena adeguata a colui che ha strappato la vita ad un ragazzo/a nel fiore degli anni, può affievolire quel senso di disperazione che comunque rimarrà indelebile nel proprio animo.


La disperazione, anche se in modo diverso, colpisce anche le famiglie dei ragazzi che si trovano in carcere con la pesantissima accusa di omicidio. Ma cosa trasforma  un classico “bravo ragazzo” in un feroce assassino? Come reagisce un genitore sapendo che per anni ha avuto accanto un figlio diverso da quel che ha sempre immaginato?

Sicuramente prevalgono sentimenti come:  disperazione,  sensi di colpa,  sensazione di avere sbagliato tutto nell’impostazione del modello educativo.

Purtroppo però, quando ci si trova davanti alla consapevolezza di avere un figlio violento, nelle famiglie italiane c’è molta giustificazione purtroppo anche di fronte all’ evidenza dei fatti e perfino dopo una condanna in  tribunale. La colpa è sempre altrui.

La violenza giovanile, negli ultimi anni è in forte aumento. Molti cercano un possibile alibi in droga, alcol e cattive compagnie ma tutto ciò spesso fa solo da contorno ad un disagio represso che poi sfocia in furia assassina. Spesso le famiglie si trovano impreparate e per questo motivo assolvono forse anche per autoassolversi.