All’indomani della passerella fatta dal Ministro Delrio sul viadotto Imera, nel quale a suo dire tutto procede bene, devo obiettare che non c’e’ nulla che proceda bene, anzi: nulla è cambiato dall’ultimo incontro con il Ministro a Roma del maggio scorso in occasione del quale si è discusso dell’emergenza Sicilia legata alla rete stradale e autostradale ormai a pezzi, né è partito il tanto atteso tavolo tecnico Stato-Regione nel quale si sarebbero trattati tanti temi, tra cui:
• soluzioni alternative per le merci in uscita con le autostrade del mare,
• esonero dei divieti di circolazione vigenti per le operazioni di trasporto, estesi anche alle strade regionali e comunali,
• esonero da ogni forma di pedaggio autostradale,
• trasferimento dei fondi di cui agli artt. 133 – 134 della l.388/2000,
• incentivo per il costo del traghettamento e per le autostrade del mare.
Le imprese di autotrasporto siciliane continuano a subire perdite che si aggirano intorno alle 300 euro al giorno per via dei viadotti crollati in mezza Sicilia e del calvario da affrontare per raggiungere le navi; se a ciò aggiungiamo che le imprese sono costrette a pagare 40 cent./litro in più rispetto ai colleghi del nord, che lo pagano euro 1,210/litro contro i nostri euro 1,530/litro, direi che oltre al danno si aggiunge la beffa. Le imprese siciliane sono al collasso e a breve daranno vita a una serie di proteste in tutta l’isola.
Attendiamo provvedimenti concreti da parte di un governo fino ad ora inerme.
Salvatore Bella

















