carabinieri-arrestoI militari della Comando Provinciale di Parma, nell’ambito dell’operazione denominata convenzionalmente “Triglie rosse”, hanno eseguito 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal GIP, su richiesta della procura dalla Procura della Repubblica di Parma, pm Ausiello, a seguito delle indagini condotte dal Nucleo Investigativo per spaccio di sostanze stupefacenti, un giro di spaccio che importava grossi quantitativi di droga da un grossista albanese e, passando per trafficanti residenti a Parma, li inviava verso Canicattì. Una parte veniva smerciata nel parmense al dettaglio.

In arresto tra gli altri un 43enne di Campobello di Licata e un 44enne di Ravanusa.


Il sistema era semplice ed efficace: un complice portava la droga  in autobus. Proprio l’arresto in flagranza dell’albanese, corriere della droga, il 13 maggio 2014, diede il via a una complessa indagine. L’albanese infatti, con il 43enne di Campobello di Licata e un altro complice, si era reso responsabile di una rapina in una gioielleria di Langhirano pochi giorni prima dell’arresto.

Le indagini hanno così dato via ad una serie di intercettazioni che hanno portato alla scoperta di un traffico strutturato di eroina cocaina e metadone. I responsabili, sei uomini che nelle intercettazione parlavano di triglie rosse (eroina) e bianche (cocaina). Il “grossista” era un albanese   classe 1982, residente a Saronno: procurava la roba al 43enne di Campobello di Licata, che poi la smistava: grandi dosi al ravanusano,  con una lunga lista di precedenti.

I cinque sono stati raggiunti dall’ordine di custodia cautelare giovedì mattina. Manca all’appello un sesto uomo, un siciliano intorno al quale si stanno stringendo le maglie delle forze dell’ordine.

Nell’ambito dell’operazione sono stati sequestrati oltre 4 chili di eroina, per un valore intorno ai 200 mila euro.