In questi giorni di festa, chi si è recato al cimitero di via Nazionale non ha potuto far a meno di notare lo stato di abbandono in cui versa la tomba del barone Francesco Lombardo. La sua cappella si trova in stato di abbandono con fiori secchi all’interno. Una tomba “indegna” per un uomo che è stato un grande benefattore per la città di Canicattì.
Molta gente ha segnalato questa situazione ed ha chiesto al nostro giornale online di farsi portavoce con il primo cittadino affinché trovi un’adeguata e degna sistemazione alle spoglie dell’illustre cittadino. Il barone Lombardo, in vita è stato un grande benefattore, l’ospedale di Canicattì, che porta il nome, deve tanto a lui che nel 1908 ne fu grande benefattore con una lauta elargizione. Il barone Francesco Lombardo, nacque a Canicattì nel 1835 e morì nel 1910. Si contraddistinse sempre per il suo animo nobile e generoso.
Ai contadini diede in affitto parte dei suoi terreni, trasformò vaste estensioni dei suoi latifondi in fiorenti mandorleti e costruì all’interno dei suoi poderi numerose case coloniche e strade per sessanta chilometri. Si battè per la soppressione delle decime regie siciliane e si mise a capo della “Lega dei Comuni siciliani per la riforma delle circoscrizioni”. Durante le festività dei morti, sono stati comuni cittadini a sistemare un fiore all’esterno della cappella che ormai è totalmente arrugginita.
In quella zona, sita alle porte della parte nuova del campo santo, spicca il degrado in cui si trova la tomba. La gente chiede all’amministrazione comunale, visto l’alto valore umano e civile di quest’uomo, un fattivo intervento mirato a togliere il degrado che si trova all’interno della cappella gentilizia. Un intervento che rivestirebbe, anche presso l’opinione pubblica, un atto di grande importanza che andrebbe ad onorare le spoglie dell’illustre cittadino canicattinese.












