Si è conclusa dopo 7 ore nel carcere di Agrigento la deposizione di Veronica Panarello, cominciata dopo mezzogiorno, davanti al sostituto procuratore di Ragusa, Marco Rota. La donna, accusata di avere ucciso il figlio Loris a Santa Croce Camerina, è stata sentita su sua richiesta in presenza del suo legale, l’avvocato Francesco Villardita. Erano presenti anche due investigatori attivi nell’indagine: il capo della squadra mobile, Nino Ciavola, e il capitano Domenico Spadaro del comando provinciale dei carabinieri di Ragusa.
Soltanto due le pause. Alla fine Rota ha lasciato il carcere di Agrigento salendo direttamente su un’auto e lasciando la struttura penitenziaria senza parlare con i cronisti in attesa.
Ci potrebbe dunque essere una svolta nell’inchiesta sull’uccisione di Loris Stival. Veronica Panarello ha sempre protestato la sua innocenza, sostenendo di avere accompagnato il bambino a scuola. Una bugia per la Procura, gip, Tribunale del riesame e Cassazione, svelata dalle telecamere del paese.
Il 6 novembre scorso ha cambiato in parte la sua versione e al marito, Davide Stival, al quale ha chiesto telefonicamente di andarla a trovare in carcere, ha rettificato la sua ricostruzione del maledetto 29 novembre 2014: non ha portato Loris a scuola, ma ribadisce che non l’ha ucciso lei.