gdfI finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania,
negli ultimi mesi e, in particolare, in concomitanza con il significativo
incremento dei voli sullo scalo etneo dovuto all’avvicinarsi della festività
natalizie, hanno intensificato i controlli a contrasto dell’esportazione illegale di
valuta all’estero. Durante tali attività i militari della Tenenza aeroportuale di
Catania – Fontanarossa, congiuntamente ai funzionari dell’Agenzia delle
Dogane e dei Monopoli, nelle prime ore dello scorso lunedì hanno individuato
una cittadina cinese che era in procinto di imbarcarsi sul volo che, con scalo
a Roma Fiumicino, l’avrebbe condotta nel paese natio. La passeggera ha
inizialmente dichiarato di trasportare solamente 12 mila euro, ma i finanzieri,
insospettiti dall’atteggiamento evasivo e frettoloso che la donna ha attribuito
all’imminente imbarco, nella speranza di poter eludere così l’ispezione, hanno
condotto la passeggera nei propri uffici dove, a seguito di un accurato esame
del bagaglio a mano hanno individuato oltre 90 mila euro in contanti,
debitamente occultati all’interno di vari involucri di plastica abilmente celati.
La donna che non è stata in grado di esibire la prescritta dichiarazione
valutaria, si è resa responsabile della violazione di natura amministrativa per
aver tentato l’esportazione di valuta contante oltre i limiti consentiti, che

prevede o l’oblazione della sanzione o il sequestro fino ad un massimo del 50% della somma eccedente. Attesa la rilevante somma di denaro, si è così proceduto al sequestro di € 40.048, pari alla metà dell’importo eccedente il minimo consentito.
La cittadina cinese, dalle successive indagini, titolare di un’attività commerciale nel settore della pelletteria con un volume d’affari inferiore all’importo che ha tentato di esportare. Sono in corso approfondimenti volti ad individuarne la provenienza.
Controlli analoghi a quello citato vengono costantemente svolti dal Comando Provinciale e, per l’anno in corso, hanno consentito di monitorare complessivamente valuta per oltre 2,1 milioni di euro.
A seguito di tali attività, i militari del Comando Provinciale, anche attraverso la consultazione delle banche dati in uso al Corpo e il controllo del territorio e l’elaborazione dei relativi dati, approntano specifiche indagini volte a verificare se dietro il tentativo di esportare illecitamente capitali all’estero possano celarsi altre attività illegali connesse al mercato della contraffazione, al riciclaggio di denaro sporco ovvero a fenomeni di evasione fiscale.