postodibloccopolizia.scale-to-max-width.825xAvrebbero creato dei gruppi  su WhatsApp per scambiarsi informazioni al fine di  evitare i posti di blocco. Il gruppo sarebbe stato creato da giovani di Canicattì ma presto si sarebbe alargato in tutta la provincia.

Ad indagare sulla vicenda sono gli inquirenti del  commissariato di polizia di Canicattì coordinati dal vice questore aggiunto Valerio Saitta che hanno avviato un’indagine.


Le ipotesi di reato che verrebbero contestate sono quelle di interruzione di pubblico servizio e favoreggiamento reale.

Segnalando sul gruppo i posti di blocco, gli appartenenti al gruppo  cercherebbero di evitare le multe per eccesso di velocità, guida senza cintura o farla franca ai controlli con l’alcoltest ma potrebbero finire per favorire chi trasporta droga o armi.

 L’inchiesta della polizia di Canicattì è coordinata dalla procura della Repubblica di Agrigento.