pistola_mano_armata_NUrla, sangue e pistolettate stamattina presto in via Belfiore, nel pieno del quartiere catanese di San Cristoforo: è questo lo scenario che le volanti si sono trovate ad affrontare al momento del loro intervento. Erano le 7.30 quando una telefonata al 113 avvisava di una sparatoria: sono state dirottate sul posto quattro volanti e gli agenti hanno trovato due feriti, tunisino lui, russa lei.

I due hanno raccontato di un acceso diverbio tra conviventi, finito tra urla e improperi sul marciapiede della via Belfiore; senonché l’animato teatrino avrebbe seriamente disturbato il riposo di Vincenzo Scalia, venticinquenne pregiudicato per gravi reati e, come si scoprirà dopo, pistolero dal grilletto facile.


Evidentemente infastidito dagli schiamazzi dei due litiganti, si è affacciato sul balcone della propria abitazione, intimando alla coppia belligerante di smetterla immediatamente; poi, rimasto evidentemente inascoltato, ha esploso due o tre colpi di pistola.

Al tunisino è stata riscontrata una ferita alla testa che, a sentire lui, è stata causata dal colpo esploso da Scalia che lo avrebbe preso di striscio: tale ipotesi, però, è ancora tutta da verificare.

I poliziotti, muniti di giubbotti antiproiettile e armi in pugno, hanno fatto ingresso nell’abitazione di Scalia per verificare il racconto della coppia; qui sono stati “accolti” da uno stupito padrone di casa il quale ben poco ha potuto fare per dissimulare l’odore di polvere da sparo che ha immediatamente confermato agli agenti che in quel luogo era stata da poco utilizzata un’arma da fuoco.

L’inevitabile perquisizione, a conferma della fondatezza dei sospetti, ha rivelato, ben occultate tanto all’interno dell’appartamento quanto in un sottotetto diesclusiva pertinenza di Scalia, ben tre pistole, tutte Beretta, una delle quali aveva il colpo in canna, mentre un’altra è risultata di provenienza furtiva.

Scalia è finito nel carcere Piazza Lanza, da dove dovrà rispondere delle accuse di detenzione e porto di armi clandestine e delle relative munizioni, ricettazione delle medesime armi e spari in luogo pubblico. Inoltre sono in corso ulteriori indagini in merito alle cause del ferimento del tunisino.