Ieri è nato a Canicattì un luogo in cui la fantasia e la cultura regnano sovrane. Un’energia del passato torna a rimarcare la firma sul suo stile e sulla sua nuova pelle, rendendo immortale ciò che ha creato durante la sua brillante vita forgiata tramite una tavolozza di colori e qualche pennello. E’ l’energia di Vincenzo Curto, pittore Canicattinese di fama internazionale, deceduto qualche anno fa. Ieri è stato il giorno in cui è ritornato in vita tutto ciò che ha creato durante la sua esistenza in uno splendido scenario architettato dalla moglie Graziella Caruso dal nome SPAZIO CREATIVO VINCENZO CURTO.
Questo luogo è stato costruito all’interno del laboratorio in cui il pittore operava con un percorso che fa vivere ai visitatori l’esperienza artistica ed emotiva dell’artista, che ha impresso sui suoi quadri il percorso evolutivo della sua crescita ricca di colpi di scena e di cambiamenti, tali da attirare l’attenzione di numerosi galleristi internazionali che spaziano dalle gallerie di New York a quelle europee. La creazione di questo spazio artistico è un dono culturale di immenso valore volto alla crescita culturale di Canicattì e per coincidenza si trova nello stesso punto in cui è nato un magnate della cultura di questo paese, nonché il barone Agostino La Lomia. Le coincidenze non esistono, tutto è segnato in un firmamento simile a quello delle stelle. Quest’uomo era destinato a vivere per sempre, perché ciò che di noi rimane su questo mondo è il nostro operato e la nostra impronta. Infatti l’operato di questo artista servirà per le nuove generazioni che emergono che hanno parecchio bisogno di cultura e di mondanità. La nuova galleria diventerà una delle tappe artistiche del panorama canicattinese, che verrà percorsa dalle scuole, dalle organizzazioni turistiche e dalle associazioni di cultura. Questo centro servirà anche alla promozione di altri artisti che hanno il desiderio di esporre e promuovere le proprie idee, proprio come desiderava Vincenzo Curto. Solo chi ama l’arte ama gli artisti, e solo chi ama gli artisti ama la sperimentazione e la ricerca. Nell’antichità si diceva che gli artisti rappresentavano la mano di dio mentre oggi possiamo dire che un’artista rappresenta il legame tra due dimensioni poichè di esse ne rimangono le tracce. L’interpretazione è soggettiva ma di concreto rimane una sola verità: SIAMO QUELLO CHE FACCIAMO, e da ieri ciò che ha fatto il maestro Curto ha iniziato un percorso che vivrà per sempre. Lo spazio creativo si riaprirà domenica 11/12/2016 alle ore 17.00, per chi volesse rivisitare le opere di colui che ha dato il nome a questo nuovo centro culturale.
Livio Facciponte.












