Notte di espianti al Sant’Elia dove è stato effettuato un prelievo di organi in un paziente 50enne di Gela colpito da emorragia cerebellare. Un vigile del fuoco che purtroppo non ce l’ha fatta e che, così come in vita, ha continuato la sua opera di solidarietà dando speranza ad una decina di pazienti in attesa di trapianto. Gli organi prelevati sono una decina in tutto tra cui reni, cornee, fegato, cuore. L’intervento, guidato dal primario di Rianimazione Giancarlo Foresta e dalla responsabile dei trapianti Rosalba Parla ha visto coinvolta l’equipe dell’Ismett di Palermo e anche la Croce Rossa di Caltanissetta che si è occupata del trasporto di organi ed equipe. “Un intervento che dimostra innanzitutto il grado di civiltà della nostra provincia – ha dichiarato il direttore generale Carmelo Iacono – che partecipa con azioni ad altissimo contenuto sociale al benessere di tutta la comunità e poi l’elevata professionalità dei nostri medici. Peraltro questa mattina casualmente al Sant’Elia, vi sarà un corso di formazione per la donazione degli organi e i tessuti”.
Era conosciuto da tutti come il gigante buono. Un uomo grande, grandissimo, non solo per il suo fisico ma per la sua incredibile statura morale. Nunzio Orazio Scicolone, nel corpo dei vigili del fuoco dal 1993, prima a Novara, poi a Catania e a Caltanissetta, e infine assegnato al distaccamento di Gela, la città dove è nato e viveva. Purtroppo dieci giorni fa è stato colpito da una emorragia cerebellare e da quel momento non è più uscito dal coma. E questa notte, grazie alla sua generosità e a quella dei suoi familiari, nel momento in cui è stata dichiarata la morte cerebrale, l’equipe del Sant’Elia, guidata dal primario di Rianimazione Giancarlo Foresta e dalla responsabile dei trapianti Rosalba Parla, ha proceduto al prelievo dei suoi organi. Dieci in tutto che andranno a salvare altrettante vite umane in attesa di un trapianto. “I suoi colleghi – racconta la moglie Silvana Morelli tra le lacrime – lo chiamavano gigante buono. Era generoso, buono, onesto, qualche giorno fa abbiamo fatto 25 anni di matrimonio e per me è stata una fortuna averlo conosciuto quando avevo 16 anni”. Un gesto bellissimo quello della famiglia come ha ricordato il direttore generale dell’Asp Carmelo Iacono e come ha sottolineato il comandante provinciale dei vigili del fuoco Gianfranco Scarciotta. “Innanzitutto c’è grande amarezza per la perdita di una persona cara – ha detto Scarciotta – perché alla fine nel nostro lavoro si diventa tutti grandi amici. Lui in particolare era un uomo buono, generoso e coraggioso e penso che i familiari con questo gesto abbiano dato corpo a questa figura continuando a far sì che, grazie a lui, altre persone sopravvivano. E’ un gesto di grandissima generosità che non dimenticheremo mai”. Nunzio Orazio Scicolone lascia la moglie e due figli. Oggi all’ospedale Sant’Elia un grandissimo viavai di parenti e amici per l’ultimo saluto ad un eroe in vita e dopo la morte.
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