A 72 anni il signor Morello non ha potuto credere ai suoi occhi dopo che il giornale abruzzese ‘Il Centro’ ha pubblicato un articolo in cui parlava di un uomo, il signor Franco di Ludovico, che ha passato metà della sua vita in pensione.

Il 72enne licatese, come del resto anche i suoi parenti, non hanno creduto ai loro occhi quando su tutti gli altri giornali e telegiornali che avevano ripreso la notizia continuava a comparire quella fotografia in cui si nota l’enorme somiglianza tra i due.


Ma ad accomunarli c’è solo la somiglianza. Due vite completamente diverse. Il licatese ha vissuto parte dela sua vita in Germania per poi tornare in Sicilia e dedicarsi all’attività di muratore e in pensione c’è andato a 64 anni.

LEGGI L’ARTICOLO DEDICATO AL 68ENNE ABRUZZESE 

“A 68 anni, ha passato ben metà della sua vita in pensione: festeggerà i 34 anni dal primo assegno previdenziale ricevuto. È la storia di Franco Di Ludovico, residente a Crecchio, nel Chietino.  Di Ludovico lavorò prima nel suo paese versando i contributi come coltivatore diretto, poi si trasferì in Veneto, dove lavorò come postino a Venezia. Nel 1982 scoprì la legge 29/79 – il cosiddetto decreto sulle ‘baby pensioni’ per i dipendenti pubblici, varato dal Governo all’epoca guidato dal democristiano Mariano Rumor – e presentò le dimissioni con diritto a pensione, con nove anni di contributi versati. Obiettivo della scelta fu quello di vivere una nuova vita professionale, «con passione e spalle coperte». A quei tempi la pensione ammontava a circa 300mila lire, cioè il 60% dello stipendio. Poi, racconta il pensionato, «mi sono dedicato a un nuovo lavoro. Ho fatto il rappresentante editoriale nella provincia di Venezia. In sostanza vendevo libri. Un impiego che ho portato avanti con gioia fino al 2014. Ho quindi versato altri trentuno anni di contributi, nonostante la mia pensione, per un totale di 51 anni».”