Oltre 30 mila cartelle esattoriali da esigere per oltre mezzo miliardo di euro. E’ quanto emerso da un controllo di Riscossione Sicilia sulle posizioni dei contribuenti titolari di attività private convenzionate con il servizio sanitario regionale.

L’amministratore unico della società, Antonio Fiumefreddo, parla di “quadro di desolante omissione, con un sistema sanitario privato sostanzialmente segnato da un’elusione seriale”. Lo scrive in un documento inviato il 21 giugno scorso anche al governatore Rosario Crocetta e all’assessore regionale alla Sanità, Baldo Gucciardi, reso noto oggi.


Il report accende un faro su cliniche private, soprattutto, compresi i colossi, anche stranieri. Ma anche laboratori d’analisi, cooperative sociali, comunità alloggio, Opere pie ed enti religiosi d’assistenza.

“Le affermazioni dell’amministratore di Riscossione Sicilia – replica Barbara Cittadini, presidente dell’Aiop, associazione che rappresenta 54 case di cura accreditate della Regione – sono tanto gravi quanto generiche, tentano di gettare un’ombra di discredito su un’intera categoria, che, giornalmente, è impegnata a garantire, unitamente agli ospedali pubblici, un servizio pubblico a tutela del diritto alla salute dei cittadini”.

“Il riferimento alla ‘elusione seriale – aggiunge Cittadini – sembra, ingiustamente, sottendere a una sistematica attività, da parte delle aziende sanitarie accreditate del settore, di aggiramento delle norme tributarie, circostanza questa non solo non vera, ma neanche verosimile, fermo restando che l’accertamento di eventuali (e, comunque, individuali) siffatte violazioni compete all’Agenzia delle entrate e non all’ente di riscossione. Riteniamo che prima di trarre facili conclusioni occorra che i fatti vengano verificati”.