Quarto decesso a causa del morbillo dall’inizio dell’anno: si tratta di un catanese di 42 anni non vaccinato. Il caso si è verificato nella settimana 18-24 settembre ed è stato notificato il 20 settembre dalla Asl etnea.
L’inizio dei sintomi è avvenuto l’8 settembre (febbre) e il 10 settembre è comparso l’esantema. Gli esami specifici confermano la diagnosi di morbillo (PCR positiva). Il paziente era immunodepresso.
“C’è in atto un’epidemia di morbillo che ha picchi più alti del solito, è più prolungata nel tempo e tende a colpire non soltanto l’infanzia, ma anche gli adulti”, afferma il dottor Mario Cuccia, responsabile del servizio epidemiologia dell’Azienda sanitaria provinciale di Catania.
“Dall’inizio dell’anno – rivela l’esperto – a Catania abbiamo avuto 165 casi, numeri inconsueti e molto alti che sono legati alle mancate vaccinazioni. Ci sono anche casi di persone vaccinate, ma sono pochi e il quadro clinico è molto più lieve. Si è alzata anche l’età media: si attesta intorno ai 23 anni, con casi limiti che sono un bambino di pochi mesi e un 59enne. Non è più una malattia dell’infanzia”. Per l’epidemiologo dell’Asp di Catania, “l’unica strada è la prevenzione, e quindi i vaccini”.
“E’ incredibile commentare ancora queste notizie di morti di morbillo in seguito alla scelta di non vaccinarsi”, dice la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin. “Siamo al quarto decesso dell’anno, nel giorno in cui è arrivata la sentenza positiva del Consiglio di Stato. E’ evidente che le due notizie sono strettamente correlate”.
Secondo Giuseppe Giammanco, direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale, “è un classico caso di malattia prevedibile, che colpisce un soggetto ‘fragile’, proprio il cluster che più di altri beneficerebbe della vaccinazione, semplicemente seguendo protocolli da tempo validati basati forti evidenze scientifiche”.
Dall’inizio del 2017 si sono registrati in Italia 4.575 casi di morbillo. Si rilevano per l’88% tra non vaccinati, per il 6% tra vaccinati con una sola dose. Il 35% dei casi ha presentato almeno una complicanza. Il totale dei ricoverati è pari al 44% ed il 22% delle persone colpite è stata visitata in pronto soccorso.
Tutte le Regioni hanno segnalato casi, ma il 90% proviene da sette: Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia. L’età media dei casi è di 27 anni. La maggior parte (74%) è stata segnalata in persone di età maggiore o uguale a 15 anni. L’incidenza maggiore si è verificata nei bambini sotto l’anno di età. Sono 300 i casi segnalati tra gli operatori sanitari.











