Silvio Berlusconi arriva in un affollato Teatro Politeama, incassa gli applausi e si lancia in proclami, invettive e autocelebrazioni. “Rosario Crocetta ha derubato il vostro futuro, ha lasciato una situazione che lascia sgomenti”, attacca il leader alla convention di Forza Italia di Palermo, presentandosi sul palco con il commissario di Fi in Sicilia Gianfranco Micciché e con Vittorio Sgarbi, designato come assessore alla Cultura dal candidato del centrodestra Nello Musumeci.
“Il centrodestra ha governato in Sicilia solo per 9 anni – continua il Cavaliere -, il centrosinistra per ben 45 anni. Ora ho trovato numeri che sono un disastro: l’indice di competitività pone la Sicilia al 237° posto su 263 regioni in Europa, la disoccupazione è 4 volte quella italiana, soltanto 4 giovani su 10 hanno trovato lavoro, il 47% dei giovani non studiano e non cercano lavoro. Su 752 opere incompiute nel Paese 158 sono in Sicilia e occupiamo il penultimo posto in Europa per infrastrutture”.
Tra i presenti nelle prime file anche alcuni dei candidati attaccati dal M5s come “impresentabili”: Giovanni Lo Sciuto, ex esponente di Mpa; Marianna Caronia, indagata per corruzione, e Luigi Genovese, figlio dell’ex deputato Francantonio Genovese. In prima fila, accanto all’aspirante vicepresidente della Sicilia Gaetano Armao, Francesca Pascale, il senatore Antonio D’Alì e la moglie. Con loro anche i parlamentari Renato Schifani, Gabriella Giammanco e Renata Polverini.
“Siamo in un sistema democratico, se non vi piacciono non votateli”, afferma Berlusconi facendo riferimento alla “lista nera” e ricordando come in Sicilia ci sia il sistema delle preferenze. “Musumeci non ha mai avuto un avviso di garanzia e ha una squadra di uomini giusti per la Sicilia”.
Quindi l’attacco agli avversari più temuti: “Chi vota per il M5s è una persona che non ragiona, che non ha testa. Non riesco a immaginare che voi mettiate una Sicilia solida nelle loro mani. I 5 stelle sono pauperisti e giustizialisti, odiano gli imprenditori, i risparmiatori, il ceto medio. E’ impossibile accettare una cosa del genere. E chi non vota perché disgustato o deluso deve farlo nell’interesse della Sicilia”.
Arriva il momento dei botti: “Noi vogliamo eliminare alcune imposte che sono immorali: le imposte sulla prima casa, l’imposta sulla donazione e quella sulle successioni. E poi zero tasse per le start-up e accesso facile al credito”. C’è pure un momento di pentimento: “Bisogna introdurre il vincolo di mandato, basta con i cambi di casacca in Parlamento”.
Un accenno al passato (“Io ho raggiunto in Italia una rivoluzione gentile, moderata, ma radicale”) e la proiezione nel futuro: “Secondo il nostro programma, nel Cdm 12 ministri su 20 saranno della vita civile, delle imprese, della cultura. Solo 8 devono essere politici e di questi 3 di FI, 3 della Lega e 2 di Fdi. Ho fatto leggere il programma a Matteo Salvini e Giorgia Meloni e sono d’accordo. Nel centrodestra c’è concordia su come deve essere formato il prossimo Consiglio dei ministri e sul programma”.
Scatta l’ovazione per Sgarbi, seduto per terra, quando Berlusconi lo invita ad alzarsi e a raggiungerlo insieme con Musumeci, Miccichè e Armao. “E’ il più grande critico d’arte, siamo amici e litighiamo da anni, è una persona importante per la Sicilia”.

















