“The Dream of Abha, Architettura tra natura e artificio nella città turistica di Abha (Arabia Saudita)”, questo il titolo della tesi di Laurea di 3 giovani architetti dell’agrigentino: Giuseppe Morreale di Canicattì, Rosario Giardina di Favara e Rosario Luca Palumbo di Favara vincitori del “Concorso internazionale per le migliori tesi di Laurea magistrale e di Dottorato inerenti l’area del Golfo e della Penisola araba, nei vari ambiti di studio scientifici e umanistici indetto dall’Ufficio Culturale della Reale Ambasciata dell’Arabia Saudita in Italia”.
Nel sogno possiamo proiettare più o meno consciamente desideri, bisogni e realtà. Durante il sogno la linea che separa il falso dal vero è assai sottile e capita spesso di volere tradurre immagini ideali in realtà.
La sfida di New Abha City rappresenta, appunto, la concretizzazione di un sogno, di una realtà cercata e trovata dall’architetto.
In un contesto caratterizzato da un’orografia montuosa molto complessa dove si passa da creste di oltre 3000 metri a grandi compluvi (wadi), per il Governatorato dell’Arabia Saudita nasce l’esigenza di progettare una città turistica per 6000 abitanti ex-novo nei pressi dell’attuale città di Abha, capoluogo della regione dell’Asir nella parte sud-occidentale dell’Arabia Saudita dove nelle stagioni più calde si registra una congestione particolarmente elevata derivante da un flusso migratorio interno di tipo turistico grazie al clima più mite che contraddistingue la zona.
Da qui, appunto, prende avvio il lavoro di tesi condotto dai 3 giovani architetti che, guidati dal relatore Prof. Arch. Giovanni Francesco Tuzzolino docente ordinario dell’Università degli Studi di Palermo, porta dapprima alla laurea con lode degli stessi e poi alla vittoria del concorso sopracitato.
Un lavoro che va oltre il progetto di architettura, una ricerca multidisciplinare che parte da lontano. Un’indagine sulla cultura islamica sia in ambito storico che in quello architettonico, uno studio sul tema della città ideale che parte dal mondo greco fino ai giorni nostri e considera possibili tendenze future, i grandi progetti contemporanei. Tutto ciò ha aiutato a comprendere più a fondo l’affascinante mondo medio-orientale, le relazioni che si celano e si manifestano, gli equilibri, le tradizioni che testimoniano ancora una volta i profondi legami con la nostra cultura specie in Sicilia. Architettura come linguaggio “universale”, come comunicazione senza barriere.
Il concorso ha avuto una risonanza nazionale, pubblicato e pubblicizzato dai più importanti atenei d’Italia come Torino, Milano, Firenze, Roma, Napoli e Palermo a testimonianza dell’importanza del concorso la cui cerimonia di premiazione avrà esito nella Capitale.












