“Ritengo che le cittadinanze onorarie, rappresentino un arricchimento ulteriore allo sviluppo culturale di un paese, di una comunità, sopratutto per la famiglia Tomasi di Lampedusa che, indubbiamente, rappresenta il nostro passato ed il passato non va dimenticato ma custodito. Però, credo che sulla figura del prof. Gioacchino Lanza Tomasi, degli appunti nonché dei riferimenti vadano fatti, anzi direi che è doveroso notiziarne alla cittadinanza tutta”. Cosi il consigliere comunale di Palma di Montechiaro Salvatore Malluzzo e sul rilascio della cittadinanza onoraria a Gioacchino Lanza Tomasi di Lampedusa. “Tra le motivazioni, infatti, che l’esecutivo adduce vi è la seguente: “ per la sensibilità che dimostra verso la conservazione e la valorizzazione dei monumenti di Palma che sono simbolo della permanenza e dell’influenza storica e culturale della famiglia Tomasi”. Mi chiedo: quale sensibilità, lo stesso, abbia dimostrato?! E lo dico con estrema franchezza, con l’intento di difendere senza se e senza ma la nostra identità, la nostra comunità, il nostro territorio. Quale cura abbia avuto il prof. Gioacchino Lanza Tomasi di Lampedusa dopo che nel lontano 1973, (vi sono atti che attestano ciò) lo stesso “svendeva” il nostro bellissimo Castello Chiaramontano, ricadente sul nostro territorio, ad un prezzo pari a L. 14.000.000 ad una società privata denominata: “ VALLESINELLA s.a.s”. Non facendo leva all’azione di prelazione – che in casi come questi risulta doveroso – nei confronti del nostro ente. Solo dopo, continua Malluzzo, attraverso ad una mancata cura da parte della succitata società privata, l’amministrazione di allora decise di porre in essere l’atto ablativo di esproprio per pubblico interesse per evitare l’aggravamento ulteriore delle condizioni strutturali del Castello, vincendo così la causa contro l’impugnativa da parte della VALLESINELLA presso il CGA; facendo costare, l’esproprio, all’erario del comune una somma pari a L. 1.800.000.000. Solo così il nostro comune ne divenne ufficialmente proprietario! Non entro nel merito delle mancate responsabilità tecniche o/e politiche di allora, ma mi limito ad analizzare l’azione intrapresa dal prof. Lanza Tomasi che, in quella circostanza, non fu così nobile da coinvolgere in prima persona il nostro comune per la vendita. Non è da meno anche la scelta di istituire il premio Internazionale Tomasi di Lampedusa non nel nostro comune, ma in un altro comune. Altro che sensibilità, cura e valorizzazione dei monumenti di Palma! Per questi motivi, conclude il consigliere, non ho condiviso l’azione posta in essere dall’amministrazione attiva. Motivo per cui, nella seduta di ieri, ho deciso di non partecipare al voto sulla delibera di rilascio della cittadinanza onoraria. L’ho fatto in difesa del nostro territorio, della nostra comunità, perché la nostra identità, il nostro essere cittadine e cittadini non può essere calpestato da nessuno ne tantomeno da nobili. Ed io da cittadino e da rappresentante delle istituzioni locali, mi sento offeso e leso”.


















