I netturbini del consorzio di imprese Realmarina, che per reclamare il pagamento degli stipendi arretrati sono in sciopero dallo scorso martedì, stamane hanno bloccato la raccolta dei rifiuti a Porto Empedocle e aggredito due assessori comunali.
I manifestanti hanno impedito ai dipendenti di un’altra ditta – trovata dal Comune per fronteggiare l’emergenza igienico sanitaria – di mettersi all’opera e ripulire la città. Poi, con minacce, urla, spintoni e schiaffi, hanno aggredito i due assessori. Sul posto sono intervenuti polizia, carabinieri, vigili urbani e guardia di finanza.
Il sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina, ha contattato la Prefettura. “Non è possibile che avvengano fatti di questo tipo – ha detto -. Lo Stato deve intervenire, la città non può rimanere ostaggio di pochi”.
Presi di mira il vice sindaco Salvatore Urso e Giuseppe Sicilia. I disordini si sono verificati quando sono arrivati in città, scortati dalle forze dell’ordine, i mezzi della ditta sostitutiva ingaggiata dal Comune per effettuare un servizio straordinario di rimozione dei rifiuti dopo nove giorni di astensione degli operatori ecologici.
I netturbini hanno prima cercato di impedire che i mezzi dei loro colleghi entrassero in azione, poi si sono scagliati fisicamente contro i due componenti della giunta che erano in strada con spintoni e schiaffi. Sul posto, nella centrale via Roma, sono arrivati molti altri uomini delle forze dell’ordine. “Lo Stato deve intervenire – ha commentato il sindaco di Porto Empedocle Ida Carmina – perchè non è accettabile essere ostaggio di pochi”.
Vertice sicurezza in prefettura dopo le minacce a Porto Empedocle
Vertice sicurezza in prefettura dopo le minacce a Porto Empedocle
Vertice sicurezza in prefettura dopo le minacce a Porto Empedocle
Vertice sicurezza in prefettura dopo le minacce a Porto Empedocle
E lo Stato è intervenuto con una riunione straordinaria del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico presieduto dal prefetto di Agrigento, Dario Caputo, presenti il sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina, il questore Maurizio Auriemma, il comandante dei carabinieri, Giovanni Pellegrino, il comandante della Guardia di finanza, Pietro Maggio ed anche le organizzazioni sindacali con Massimo Raso della Cgil e Maurizio Saia della Cisl. . Da un lato il prefetto si è impegnato a risolvere la questione pagamenti delle spettanze dei netturbini e dall’altro, perentorio ha ammonito: “Non consentiremo a nessuno di minacciare o aggredire, fatto salvo il diritto di manifestare e difendere propri diritti. Lo Stato sarà accanto al Comune di Porto Empedocle nelle operazioni di pulizia della città per il ripristino delle condizioni igieniche. Le forze dell’ordine scorteranno infatti l’azienda sostitutiva nei prossimi giorni per evitate che brutte pagine come quella che è stata scritta stamattina, non si abbiano da ripetere”.
“È chiaro che la città di Porto Empedocle sta vivendo una situazione difficile dal punto di vista finanziario visto la fase di dissesto finanziario a questo si ricollegano difficoltà che investono i problemi legati nel pagamento delle spettanze agli operatori, ma questo non significa che la città deve essere mandata al degrado, e si verificano questi tipi di episodi. Ringrazio le forze dell’ordine che stanno lavorando a nostro fianco, l’amministrazione sta lavorando e si sta sforzando per riuscire a far ritornare tutto nella norma” ha concluso il prefetto Caputo.


















