“Il decreto sblocca cantieri non sblocca, ma certamente smaschera. Quel che speravamo che non accadesse è avvenuto. Il Governo nazionale si rivela nella sua identità più spietata. Una conferma per quanti tra noi sindaci avevano nutrito dubbi e sospetti su passerelle elettorali e inutili sopralluoghi. I cantieri della Agrigento – Caltanissetta e della Agrigento – Palermo sono stati bloccati. Promesse da marinaio, impegni assunti da un Governo incapace di tener fede a quanto concordato sul fondo imprese, ma capacissimo di far cancellare emendamenti pro siciliani. Tutto bloccato. Agrigento sempre più lontana, interi territori isolati da infinite gimkane e cantieri fermi: un’idea di futuro destinata a fare i conti con chi ha deciso di relegare la Sicilia sempre più a sud, sempre più in coda ai processi di sviluppo. Non è finita. Noi non ci arrendiamo. Mobilitiamo subito sindaci cittadini, imprese, sindacati, scuole delle due aree interessate per individuare le opportune forme di protesta che potranno partire immediatamente, e per incontrare in tempi brevissimi iministri delle Infrastrutture, Toninelli, per il Sud, Lezzi e, dello Sviluppo economico, Di Maio”.
E’ dal mese di Marzo che chiediamo al Governo Nazionale un decreto Salva Imprese.
Da mesi offriamo al governo romano la possibilità di dimostrare che le recenti dichiarazioni ed inaugurazioni sulle strade statali siciliane non sono solo passerelle elettorali!
Pensavamo di aver raggiunto l’obiettivo e che avessero accolto le nostre richieste, ed invece apprendiamo in queste ore del ritiro in Senato dell’emendamento volto ad istituire un fondo salva-imprese creditrici della CmC di Ravenna.
C’è ancora tempo per un “coup de théâtre” : prima del voto finale in Senato può ancora essere proposto l’emendamento salva imprese, e del resto questo esecutivo ci ha abituato a giri di Valzer e continui ripensamenti.
Permettermi una provocazione, lancio un appello ad un affidabile interlocutore romano, la famosa “manina invisibile” affinché scriva e ripresenti questo emendamento fondamentale per il Sud Italia. Del resto, l’Italia non è solo Tav.















