Anche se non siete appassionati di sport, avrete sicuramente notato come in Italia, le squadre che giocano ad alto livello si trovano quasi tutte al centro-nord. Da Roma in giù, è difficile trovare formazioni impegnate nei campionati di vertice.

Analizzando la situazione dei tre sport più praticati e seguiti nel nostro paese, ovvero calcio, basket e pallavolo, dai numeri arriva sicuramente una conferma di questa situazione. In particolare, i sei principali campionati maschili e femminili delle tre discipline vedono la partecipazione di un totale di 86 squadre, di cui solo 10 provengono dal sud. In percentuale, significa che quasi il 90% delle società sportive di vertice in Italia hanno sede al nord o al centro.


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Una differenza che aumenta

La disparità tra nord e sud sta continuando ad ampliarsi. Dieci anni fa il baricentro sportivo era sbilanciato sempre al settentrione, ma nelle classifiche le formazioni provenienti dal sud erano il doppio. E andando ancora più indietro, si arriva agli anni ’90 e ‘80, in cui il Mezzogiorno vedeva diverse squadre imporsi nei rispettivi campionati.

Il Napoli di Maradona vinceva scudetti e faceva sognare i tifosi di calcio di tutto il mondo con il suo fuoriclasse. Nella pallavolo femminile a dominare le classifiche erano il Trani di Carolina Morace ed il Matera, che in quegli anni si impose a livello nazionale e internazionale con 4 scudetti e 2 Coppe dei Campioni. Nel basket, a rappresentare il sud che vinceva c’era la Juvecaserta di Gentile ed Esposito nel campionato maschile, mentre per quanto riguarda il basket femminile ricordiamo il Priolo, formazione proveniente dal piccolo paese di Priolo Gargallo, in provincia di Siracusa. In anni recenti, invece, il nulla.

I motivi di questa spaccatura

La situazione sembra quella di un’Italia sportiva unita solo sulla carta, ma in realtà profondamente divisa. Tanto che sembra di essere tornati ai tempi dei gironi separati, ovvero prima del 1926, quando la Carta di Viareggio della Figc introdusse il girone unico.

Questo profondo disallineamento tra nord e sud ovviamente non riguarda solo lo sport, ma tutti gli ambiti della società, dall’economia alla politica, dall’imprenditoria all’occupazione. Si può dire dunque che lo sport sia lo specchio di una situazione a due velocità già riconosciuta e conclamata da decenni in Italia. Quello che preoccupa però è il trend, ovvero una continua accentuazione della disparità tra le due parti del paese.

Le ragioni, per quanto riguarda lo sport, possono essere molteplici e diverse. Innanzitutto, uno dei fattori principali è legato alla qualità delle infrastrutture, che al sud è nettamente inferiore rispetto al nord. Questo vale soprattutto per il calcio, dato che gli standard degli impianti sportivi richiesti dalle federazioni internazionali sono sempre più elevati. Ad esempio, in Italia solo la Juventus dispone di uno stadio di proprietà all’avanguardia e con un livello di servizi paragonabile a quello degli impianti inglesi, tedeschi e spagnoli. La maggior parte degli stadi sono invece datati, di dimensioni limitate e spesso nemmeno a norma con le più recenti normative di sicurezza.

Oltre alle strutture sportive, anche l’aspetto logistico gioca un ruolo non trascurabile. Oggi le infrastrutture di supporto agli eventi, come strade, tangenziali e autostrade, sono importanti almeno quanto lo stadio stesso. Sono importanti per permettere alle migliaia di tifosi di raggiungere e lasciare il luogo dell’evento in modo veloce ed ordinato. E anche in questo caso a vincere la partita è il nord, con il Mezzogiorno costretto ad inseguire. Ad esempio, il Giro d’Italia 2019 non prevede attraversamenti in Meridione, ad eccezione di una tappa in Puglia, a San Giovanni Rotondo.

Un altro fattore è sicuramente legato all’imprenditoria, che storicamente è maggiormente presente al nord che al sud. Gli imprenditori sono i soggetti che possono acquistare i club e fare gli investimenti necessari per far crescere la squadra e portare a casa i risultati. Dunque, ancora una volta la motivazione economica è determinante.

Le realtà che fanno ancora la differenza al sud

In questo quadro, non mancano però delle realtà virtuose che continuano a tenere al la bandiera del sud Italia nei rispettivi campionati. Non si può non citare per primo il Napoli di Luigi e Aurelio de Laurentiis, una squadra che ha saputo risalire tutte le divisioni calcistiche fino ad arrivare ai vertici del calcio italiano, contenendosi lo scudetto con la Juventus nelle ultime stagioni. Oltre ai recenti secondi posti in campionato, il Napoli ha anche rappresentato il sud in Europa con la partecipazione alla prestigiosa Champions League. Inoltre, attualmente il progetto della presidenza ha forti ambizioni internazionali, come conferma la presenza in panchina di uno degli allenatori più titolati della sua generazione, ovvero Carlo Ancelotti.

Ma la speranza per il sud non viene solo dal calcio. Nel basket maschile c’è il Brindisi che è stato una delle migliori espressioni di questo sport nella passata stagione, arrivando alla finale di Coppa Italia. Nella pallavolo femminile sta facendo molto bene la Tonno Callipo di Vibo Valentia, città che tra l’altro ha ospitato la finale nazionale dell’under 18 femminile. C’è poi Battipaglia, che nel 2016 è riuscita a conquistare lo scudetto nel basket femminile under 20 per la prima volta nella sua storia.

Qualche finale e poche vittorie, certo, ma che rappresentano molto per lo sport in questa parte d’Italia sempre più in declino, anche sportivo.