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La cucina locale di Canicattì, una tradizione da salvaguardare

Scritto da il 14 novembre 2019, alle 23:46 | archiviato in Cucina. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

In Sicilia ogni città ha i suoi piatti tipici e Canicattì non fa eccezione. Ci sono tantissime ricette che appartengono alla tradizione locale e che ogni Comune è interessato a preservare, perché fanno parte integrante della propria identità.

 

La cucina tipica siciliana di Canicattì

In Sicilia la tavola è un’arte, oltre che una tradizione. A tavola si discutono i patti e si mitigano le liti, e soprattutto si gode della buona cucina. I manicaretti siciliani hanno origini diverse: fenicie, arabe, greche, turche, normanne, spagnole, tutte rivisitate in chiave locale, aggiungendo i gusti caratteristici di questa terra, dove batte il sole e si infrange il mare. D’altra parte, della cucina siciliana se ne parla e se ne scrive da secoli. Il primo a scriverne fu Miteco di Siracusa, nel IV° secolo A. C e ciò non deve stupire dato che per i Greci la tavola era un rituale importantissimo da svolgere al culmine dei momenti di incontro di tipo filosofico, politico, mistico, accompagnati sempre con un calice di buon vino. E proprio Canicattì era al centro di una delle prime zone vocate al vino e ai suoi misteri. E tra i piatti tipici, che Canicattì ha contribuito a tramandare, ci sono il Pan di Spagna e il Falsomagro. Il primo è legato alla pasticceria locale, mentre il secondo è aragonese: un rollò di vitello, farcito con mortadella o prosciutto, uova sode e formaggio. Eccellono poi le carni di capretto, la ricotta, fave e melenzane, ma anche miele, olio, e i liquori, anche aromatizzati al cioccolato.

 

I principali piatti della tradizione locale

Le ricette degne di nota sono davvero tantissime e sono anche molto semplici da preparare perché derivano dalla tradizione popolare. Il punto fermo dev’essere ovviamente la qualità degli ingredienti utilizzati, sempre freschi e genuini, ma non per forza costosi, come dimostrano i prodotti in offerta in supermercati tipo Coop. Ma veniamo all’elenco dei principali piatti tradizionali di Canicattì. Tra questi c’è il Cacio all’Argentiera, tipico delle Madonie, dove al formaggio fresco viene aggiunto sale, pepe e origano, aglio, olio e aceto. Poi c’è la carne murata, passata in uovo e pan grattato, cucinata nell’olio caldo su un letto di cipolle dorate, patate e pomodori. Va servita in tavola con basilico fresco e una spolverata di fiori di origano. Tra i piatti di carne c’è anche la cotoletta all’aceto, con le fette preventivamente marinate in aceto e poi passate nella farina. La ricetta attuale prevede che esse, dopo l’infarinatura, vengano passate prima in uno sbattuto di uovo e poi nel pan grattato, mischiato al formaggio secco grattugiato. Alle fine vanno fritte nell’olio bollente e fatte asciugare sopra un foglio di carta alimentare assorbente, prima di essere servite in tavola, con un filo di olio crudo e qualche goccia di limone fresco spremuto sopra. Ovviamente c’è tanto altro, come le polpette al finocchietto selvatico o il pesto siciliano con le mandorle e il pomodorino, o le spumette di nocciole sugli albumi a neve.

 

Tutti piatti che oggi come oggi rischiano di sparire a causa dell’omologazione dell’offerta culinaria, causata dal bisogno di rispondere ai gusti di consumatori sempre più esigenti e globalizzati.

 



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