Vi sono delle situazioni in cui il silenzio non è consentito. Chiedere scusa, spiegare cosa è accaduto, magari porre  rimedi, è un atto dovuto da parte di chi amministra una città. Ci riferiamo alle cosiddette notifiche pazze, che poi più che pazze le definirei “furbe”. Furbe perché mentono sapendo di mentire.

Ma facciamo un attimo la sintesi del narrato. Il comune di Canicattì attraverso il suo ufficio tributi emana 43.000 notifiche ( su una popolazione di 34 mila persone) di pagamento con un esborso di danaro abbastanza consistente considerando che una raccomandata con ricevuta di ristorno costa 5,50. Il conto lo lasciamo fare a voi per non togliervi il piacere di trovare il totale.


A seguito di questo invio convulso e smisurato, segue il suggerimento ( bullesco) di “ pagare e sorridere” da parte di un amministratore, una frase tanto infelice quanto premonitrice del disagio che questa azione fuori misura avrebbe creato da li a poco a l’intera comunità canicattinese.

Le notifiche sono arrivate non a pioggia  ma a tempesta, in alcuni nuclei familiari , tanti mi dicono di avere ricevuto notifiche di immobili mai posseduti, altri di avere ricevuto la stessa notifica fatta a marito, moglie e figlio, altri ancora che non risiedono più a Canicattì da decenni e non posseggono nulla si sono visti raggiunti dalla tremenda notifica nei luoghi più disparati dello Stivale. Insomma fin qui solo schizofrenia… ma adesso parliamo di ignoranza , dal verbo “ ignorare” .

La domanda è : come avete potuto ignorare delle disposizioni di legge ben precise che avrebbero fatto risparmiare diverse decine e decine di migliaia di euro per invii inutili, tanti, tantissimi disagi alle tante persone che le hanno ricevute , oltre al danno di cristallizzare l’economia di un paese spaventato e quindi non predisposto a consumare in attesa che si chiariscano contenziosi di notifiche che andrebbero regolamentate entro 60 giorni mentre gli  appuntamenti con l’ufficio preposto vengono programmati  oltre i 90 giorni?

Andiamo alle disposizioni a cui facevamo riferimento. La prima disposizione è la deliberazione del consiglio comunale N° 53 del 06/08/2014 dove è palesemente e scritto a caratteri cubitali che le abitazioni fuori dal perimetro urbano non sono soggette al pagamento della TASI. Provate a chiedere agli abitanti delle tante contrade se hanno ricevuto le notifiche di richiesta di pagamento. E come se le hanno ricevute….

Chiedete agli stessi quanto tempo hanno dovuto perdere per andarsi a discutere la questione.

Questa è una. Andiamo alla seconda sollevata proprio qualche giorno fa su questa stessa testata dal Presidente del Consiglio comunale Tedesco: il pagamento dell’IMU agricola. Il presidente Tedesco recita: “gli avvisi di accertamento relativi al chiesto pagamento dell’IMU agricola inviati dal nostro ente con riferimento all’anno 2014, secondo questa ricostruzione ermeneutica e giurisprudenziale, apparirebbero essere nulli”.

La terza e speriamo ultima ( ma abbiamo forti dubbi) l’Imu riferita alle pertinenze della prima casa. Anche qui sembra si sia preso un abbaglio e già via altre notifiche… Insomma l’impazzimento totale. Ciò che ci fa più specie in tutto questo è che nessuno degli amministratori si è mai preso la briga di chiedere scusa, di spiegare il motivo di questa azione, di indicare i responsabili di tale vergogna , di chiedere i danni a chi ha procurato un potenziale danno erariale, di diramare delle giuste informazioni per evitare alla gente di andare in processione in uffici che non sono affatto attrezzati . Insomma come se non fosse successo nulla.

Ma la domanda è: ma chi si ritiene essere “ giusto “ non è che non sa distinguere ciò che è sbagliato oppure la soluzione è “ pagare e sorridere”?