Trovo curioso se non addirittura comico la replica del sindaco Di Ventura alla mia nota su quanto accaduto nella zona artigianale a discapito di una serie di persone di buona volontà che si sono sostituite alla sua inefficienza e incompetenza. Sentire parlare di anarchia, chi dell’anarchia ne ha fatto uno stile amministrativo, chi ha portato alla ribalta dei network nazionali una città per situazioni che definire vergognose e imbarazzanti è un eufemismo, è come parlare di corda a casa dell’impiccato. Conosco bene Canicattì e ogni qual volta mi capita di visitarla rimango colpito dal degrado e dalle manifestazioni di palese abusivismo declinato in mille modi. Ma non dico nulla di nuovo per chi ci vive e chi ci abita. Seguo con molta attenzione le tematiche sollevate da quel territorio. Se la memoria non mi inganna l’ultima volta il Sindaco e la sua città è venuta alla ribalta della cronaca per la gestione del rifugio comunale dei cani, lo stesso rifugio che a detta del Sindaco risultava essere in regola dopo il controllo dei Nas per poi apprendere che gli stessi Nas lo mettevano sotto sequestro per palesi irregolarità. In tutti questi anni una nutrita letteratura di irregolarità, di torbidità di cose mai spiegate, hanno portato alla luce un modus operandi che sarebbe riduttivo definire anarchico. Nel mondo del Sindaco, per utilizzare la sua stessa terminologia , è palese farsi indirizzare verso gli affidamenti diretti per milioni di euro piuttosto che rispettare la legge per come egli stesso consiglia. Ecco, volendo continuare a parafrasarlo, ci spieghi a quali leggi egli fa riferimento per utilizzare i danari della collettività in maniera particolarmente leggera e spensierata. Vede caro Sindaco, probabilmente il sottoscritto ha come riferimento gli uomini di buona volontà, che ritengo senza dubbio più credibili di uomini che si autoproclamano giusti. Nel corso della mia vita politica una cosa l’ho imparata: la gente non sbaglia mai nel giudicarci, fossi in lei, a tal proposito, non starei molto tranquillo. Un caro saluto dall’On Pullara












