Da piccolino immaginavo che nel 2021 ci fossero le auto volanti, tutti noi avremmo riposto nel baule i classici vestiti per indossare luccicanti tute aderenti, che ci saremmo smaterializzati sul pianerottolo di casa per trasportarci in tele trasporto a duemila chilometri di distanza, solo per salutare un parente che vive lontano.
Ricordo, che quando nell’insegna di qualche negozio che voleva darsi un tono futuristico , leggevo ” moda“2000” o sentivo il nome di una radio privata “ radio 2001”, mi sembrava un tempo talmente lontano che facevo fatica, pur essendo un ragazzino, ad immaginare come fosse stato vivere in quel tempo.
Beh, non ci crederete ma ci sono arrivato, ci sto dentro con tutte le scarpe e quando passo davanti al negozio , oramai chiuso da tempo, e leggo quell’insegna con qualche lettera caduta “ moda 2000” mi scappa un sorriso, un amaro sorriso come di chi si è appena accorto che gli è stata rubata l’auto perché l’aveva lasciata con le chiavi appese.
Siamo andati al di là di quella frase che rese celebre il Gattopardo e il suo autore…. “ cambiare tutto per non cambiare nulla” . L’autore lì tentata comunque di descrivere il tentativo di mentire facendo finta di cambiare tutto per lasciare le cose come stanno in questa nostra terra.
Noi siamo andati oltre “ non cambiare nulla, per non cambiare nulla” . Le auto continuano a stare con le ruote su strade piene di buche, continuiamo a indossare le nostre giacche blu e radio 2001 ha smesso di trasmettere. In tv si continua a parlare di mafia, fioccano i convegni sulla legalità, il semaforo rosso continua a convincere gli automobilisti a fermarsi, un po’ meno le strisce pedonali, il sud continua a stare al sud mentre il nord non si sposta di un millimetro.
Chi continua a sognare un mondo diverso forse è il caso che non si punti la sveglia e chi invece ha fatto sì che questo mondo diventasse l’inferno, continui a preoccuparsi di non fare spegnere il fuoco nel quale arde.
Cesare Sciabarrà












