Con una nota congiunta, il sindaco di Licata Giuseppe Galanti, l’assessore alle risorse idriche del Comune, Giuseppe Ripellino e l’esperto del sindaco per le questioni idriche Tony Licata, intervengono sulle problematiche inerenti alla Diga Gibbesi.

<< In tempo di elezioni, con relative campagne elettorali, è noto, che si sparano le dichiarazioni più inverosimili, anche se per nulla, o quasi, realizzabili. L’onorevole Tardino si è iscritta ufficialmente in questa lista a proposito della diga Gibbesi. Si annuncia il finanziamento di 11 mln di euro per il suo completamento e si dichiara che manca il progetto per realizzare le opere utili al suo completamento e alla messa in servizio. Così facendo, ha dato palese dimostrazione di parlare di argomenti di cui non conosce i contenuti, oppure è stata informata male. Dal 1992, anno della consegna della Diga ultimata, ad oggi son passati 30 anni e politici di tutti gli schieramenti e di tutti i livelli hanno promesso di occuparsene e risolvere il problema. L’ultimo, in ordine di tempo, l’allora Ministro Centinaio (Lega), al quale facemmo pervenire una nota sintetica rappresentando le anomalie e le carenze della Diga. Il Ministro, presente a Licata per una breve vacanza, promise il suo interessamento. Decadde da Ministro e con lui le speranze di interventi sulla stessa. Oggi non è più possibile illudere i cittadini di Licata con quegli 11 mln, date le condizioni pessime, in cui si trova l’opera. Rammento soltanto che pochi mesi fa il Ministero di competenza bocciò 31 progetti a valere sul PNRR, compreso quello sulla canalizzazione dell’acqua sulla Gibbesi del valore di 19 ml di euro, presentato dalla Regione Sicilia e solo per ricordarlo serve un’altra barca di soldi per il ripristino strutturale di una delle spalle della Diga stessa. Allora se questo è lo stato dell’arte della Diga, si faccia dare dal Registro Nazionale Dighe l’elenco completo degli interventi da effettuare con il relativo preventivo, veda di procurare le risorse aggiuntive, (molto più che 11 ml) e dopo risulterà più credibile e noi ci uniremo ai tanti che la ringrazieranno e l’applaudiranno per essere riuscita lì dove tanti altri si erano cimentati invano e magari scoprirà che sarà meglio optare per altre soluzioni per fare arrivare acqua per uso irriguo per il soddisfacimento di un territorio che, ENEA e la Regione Sicilia stessa, ha classificato come ad alto rischio di desertificazione e bisognoso di acqua per uso irriguo, atteso che non ne dispone nemmeno di una goccia>>.