Le cronache riportano spesso i dati relativi alle nuove aperture di aziende in Italia, ma si tende meno a parlare di quelle che chiudono. E si tratta di un dato ovviamente fondamentale, per poter tracciare una panoramica completa dello stato di salute imprenditoriale italiano. Vediamo dunque di misurare questi numeri, valutando entrambi i piatti della bilancia, e scoprendo insieme non solo i dati di settore ma anche cosa si intende per fallimento aziendale e come evitarlo.
Fra nuove aperture e fallimenti: il bilancino italiano
Partiamo dai numeri positivi, ovvero dall’aumento del dato relativo alle nuove aperture di aziende. In Italia, per fare un esempio concreto, nel settore delle costruzioni è stato messo a registro un incremento di nuove aperture pari al 20%, se si valuta l’ultimo trimestre del 2021. Se invece si prende come esempio l’intero tessuto imprenditoriale tricolore, si scopre un aumento del numero di nuove imprese pari al 4%.
C’è da dire però, come anticipato poco sopra, questo dato non è completo se non si valuta anche la portata delle aziende che hanno chiuso bottega. Purtroppo, il bilancio finale è negativo, considerando che il numero dei fallimenti è superiore a quello delle nuove aziende. In base ad un recente report pubblicato da ISTAT, infatti, i fallimenti sono arrivati a quasi 2.000 unità nel primo trimestre dello scorso anno. In realtà anche il numero di aperture non lascia segni positivi, considerando un calo del -8% rispetto al 2021.
Cosa si intende per fallimento aziendale e come evitarlo?
Quando si parla di fallimento aziendale, si fa riferimento all’incapacità di un’azienda di pagare i propri debiti, andando dunque in passivo e risultando insolubile. In base a quanto stabilisce la legge italiana, per poter dichiarare fallimento devono esistere due presupposti, di cui uno oggettivo e l’altro soggettivo.
In linee generali, come detto, il fallimento subentra quando la società raggiunge uno stato di insolvenza, ovvero quando non è più in grado di pagare i creditori. Naturalmente prima di un fallimento vi sono comunque dei segnali di crisi. Quest’ultima, come spiegano alcune guide del settore, viene gestita mediante le procedure concorsuali, le quali approfondiscono sia il già citato fallimento, sia altre possibili soluzioni come la liquidazione coatta o l’amministrazione straordinaria.
Come evitare il fallimento? Innanzitutto, conviene migliorare il proprio cash flow, valutando quali sono le possibili spese da tagliare, anche a costo di un ridimensionamento dell’attività. In secondo luogo, è possibile prendere degli accordi specifici con i creditori. Di solito questa procedura prende il nome di concordato preventivo, e avviene sempre di fronte ad un giudice. Infine, si possono valutare anche altre strade, come ad esempio nel caso della ristrutturazione dei debiti, o della creazione di un piano di risanamento aziendale.


















