Scuole in malora chiuse a Campobello di Licata. Dopo la chiusura della settimana scorsa di due scuole – la “Carnevale” e la “Eminguay” -, per “situazione di pericolo”, con “ordinanze contingibili ed urgenti”, il Commissario straordinario del Comune, Teresa Burgio, ha dichiarato inagibili altri quattro complessi scolastici: la scuola “Guglielmo Marconi”, la scuola primaria “Giovanni Pascoli”, la scuola secondaria di primo grado “Giuseppe Mazzini” e la scuola dell’infanzia “Tommaso Edison””.
Il plesso “Marconi” – individuato come seggio elettorale -, adibito a scuola primaria, al momento non ospita alcuna classe scolastica.
Il Commissario regionale ha ordinato, con effetto immediato, la chiusura delle strutture scolastiche ed è stato vietato “l’accesso agli edifici, ad eccezione del personale scolastico autorizzato e degli operatori addetti ai lavori”.
La chiusura dei complessi scolastici è stata disposta fino alla rimozione della “situazione di pericolo” e, quindi, per “il tempo necessario ad eseguire i relativi lavori”. Con disposizione comunale, risalente allo scorso agosto, il Comune, infatti, aveva proceduto all’affidamento, ad una società specializzata dei servizi di ingegneria ed architettura, consistenti nell’espletamento di indagini diagnostiche e di verifiche tecniche, finalizzate alla valutazione del rischio sismico di sette edifici scolastici. Per effetto dei risultati delle indagini eseguite dalla società affidataria del servizio sugli edifici scolastici, nonché delle documentazioni elaborate del responsabile comunale competente, a seguito del rapporto conclusivo delle indagini, il Comune ha dichiarato l’inagibilità degli edifici scolastici. La situazione è tale da porre in pericolo l’incolumità delle persone che operano nell’ambito della scuola, alunni compresi, per cui è stata ordinata l’immediata chiusura, in via cautelare, dei plessi scolastici.
Giovanni Blanda