La Corte di Assise di Agrigento, presieduta dal giudice Wilma Angela Mazzara, ha revocato la misura cautelare della custodia in carcere – disponendo l’applicazione dei domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico – nei confronti di Luigi La Lomia, 77 anni, di Canicattì. Il pensionato è stato condannato la scorsa settimana a 14 anni e 6 mesi di reclusione per aver ucciso il consuocero, Mario Vincenzo Lauricella, al culmine di una lite scaturita per il matrimonio in programma tra i figli mai del tutto digerito. I giudici hanno accolto l’istanza dell’avvocato Calogero Meli che, ritenendo affievolite le esigenze cautelari, aveva chiesto la scarcerazione. Richiesta che è stata accolta alla luce della recente condanna, del periodo di tre anni trascorso in carcere e delle condizioni di salute e dell’età avanzata del 77enne.
La Lomia, che inizialmente era accusato di omicidio volontario e tentato omicidio della nuora, è stato condannato per omicidio preterintenzionale, per quanto riguarda la morte di Lauricella, e lesioni personali gravi per quanto riguarda la figlia. La Corte di Assise ha anche escluso l’aggravante della premeditazione e ha concesso le attenuanti generiche Il pm aveva chiesto la condanna dell’imputato a 26 anni di reclusione.