Le cronache giornalistiche sono piene di fatti incresciosi che accadono quotidianamente all’interno delle carceri italiane e che vedono i nostri colleghi della Polizia Penitenziaria subire gli effetti nefasti di istituti penitenziari fatiscenti che ospitano un numero spropositato di persone sottoposte a misure restrittive.
In Italia sono detenute circa 61.048 persone per una capienza massima di 47.067 detenuti, quindi con un sovraffollamento pari al 130,59 % circa.
Sappiamo bene che il Governo ha previsto la costruzione di un nuovo carcere a San Vito al Tagliamento, sull’area della caserma Dall’Armi, che era dismessa da diversi anni, e che inoltre sono stati finanziati nuovi padiglioni detentivi per gli Istituti di pena di Brescia, Civitavecchia, Ferrara, Perugia, Reggio Calabria, Rovigo, Santa Maria Capua Vetere, Vigevano e Viterbo, mentre allo stato attuale per Agrigento, Casa Circondariale Pasquale di Lorenzo, che ricordiamo ultimato nel 1992 e reso funzionale nel 1996, dovrebbe essere ultimato un uovo padiglione, lavori è fermi da circa due anni, l’istituto ha bisogno di un potenziamento organico consistente che possa rafforzare la vigilanza a fronte di un numero elevato di detenuti che costantemente minacciano e aggrediscono i nostri colleghi e nel contempo garantire i diritti costituzionali e contrattuali degli uomini e delle donne della Polizia Penitenziaria.
A loro non può che rivolgersi la nostra totale solidarietà e vicinanza affinché in tempi brevi si concretizzino le richieste avanzate affinché possano migliorare le loro condizioni di vita lavorativa e personale che, come è facilmente ipotizzabile incidono finanche nell’ambito familiare.
Queste le dichiarazioni del segretario provinciale di Agrigento Alfonso Imbrò alla luce dei disagi denunciati dai colleghi della Polizia Penitenziaria.