All’inizio di aprile, i volontari della Sezione LNDC Animal Protection di Messina si sono recati presso un’abitazione di Milazzo per prelevare un cane posto sotto sequestro e trasferirlo in canile. Pensavano che si sarebbero trovati davanti a una tipica situazione di maltrattamento e di essere stati mandati lì per salvare un povero cane dagli abusi. Arrivati sul posto, però, la realtà che hanno avuto davanti era molto diversa: il cane era in ottimo stato di salute, amato e rispettato dalla sua famiglia, ma era stato posto sotto sequestro perché alcuni vicini si erano lamentati del suo abbaio.

La Sezione locale ha quindi coinvolto il nazionale di LNDC Animal Protection che ha subito preso i contatti con il legale della famiglia. Gli stessi atti depositati dimostrano che il sequestro sarebbe stato disposto esclusivamente a causa di presunti abbai molesti, peraltro accertati come non continuativi e legati a stimoli esterni, come confermato dalla Polizia Locale e dal veterinario dell’ASP intervenuti. Gli stessi controlli ufficiali, infatti, hanno documentato l’ottimo stato di salute del cane e la totale assenza di maltrattamenti. Al contrario, la famiglia del cane aveva sporto denuncia contro ignoti perché aveva trovato nel proprio giardino delle polpette piene di vetri, buttate lì con il chiaro intento di uccidere il povero animale.


“Una situazione paradossale e inaccettabile: mentre in tutta Italia, e nella stessa Sicilia, cani davvero maltrattati vengono spesso lasciati nelle mani dei loro aguzzini, per carenza di interventi tempestivi, qui si è arrivati addirittura al sequestro di un animale sano, curato e amato, semplicemente perché abbaiava in risposta a normali stimoli ambientali. È una vicenda ci che lascia sbalorditi e che fatichiamo realmente a capire”, dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Non possiamo accettare che venga punita una famiglia affettuosa, mentre altrove il vero maltrattamento resta impunito. Il presunto disturbo della quiete pubblica deve essere dimostrato tramite specifici rilievi fonometrici, non possono bastare le lamentele dei vicini. Altrimenti si crea un pericolosissimo precedente nel caso di cattivi rapporti con il vicinato, come sembra essere questo il caso.”

Particolarmente grave è anche l’impatto psicologico che questo sequestro sta avendo su un bambino di soli due anni, cresciuto con il suo cane e ora privato improvvisamente del suo compagno di giochi e di vita. Il trauma subito dal piccolo rischia di provocare danni emotivi significativi, specialmente in un’età così delicata per lo sviluppo.

Alla luce di questi elementi, LNDC Animal Protection auspica che il Tribunale del Riesame disponga l’annullamento del sequestro e la restituzione immediata del cane alla sua famiglia, nel rispetto non solo dei diritti degli animali, ma anche dei diritti affettivi delle persone che li considerano membri a pieno titolo della propria casa.

“Non possiamo permettere che una situazione di normalissima convivenza tra un cane e una famiglia venga criminalizzata. Chiediamo giustizia e buon senso,” conclude Rosati.

LNDC continuerà a monitorare il caso e, se necessario, intraprenderà ulteriori azioni a tutela dei diritti di tutti i soggetti coinvolti, umani e animali.