Nove condanne e un’assoluzione per bancarotta nei confronti dei membri che si sono succeduti nel consiglio di amministrazione della cantina sociale Enocarboy di Sciacca. Lo ha disposto il collegio di giudici presieduto da Antonio Tricoli a conclusione del processo di primo grado per fatti che risalgono al periodo compreso tra il 1999 ed il 2001.
Secondo l’accusa tutti avrebbero operato con grave imprudenza con l’obiettivo di ritardare il fallimento della società. La cantina sociale, già nel 1999, chiudeva l’esercizio con un debito di 2 miliardi delle vecchie lire ma – nonostante questo – gli amministratori avrebbero stipulato nel 2002 un contratto di associazione in partecipazione con un’altra società che impegnava a versare il debito nelle casse della Enocarboy. Cosa che, secondo gli inquirenti, non sarebbe mai avvenuta del tutto.












