all’Assemblea Regionale Siciliana si è riunita una commissione per discutere del
prestito d’onore. Una misura pensata e definita per “[..]concorrere allo sviluppo e alla qualità
sociale della comunità regionale e di rendere effettivo anche nell’ambito universitario il
diritto allo studio”
.
“Tale fine,
– dichiara Irene Ferrara, consigliera di Amministrazione ERSU dell’Udu Palermo –
è già un obiettivo che la regione Siciliana non raggiunge da anni.
Le borse di studio sono il vero supporto al diritto allo studio, insieme al libero trasporto e alla
sicurezza intrapersonale, tre cose che ad oggi sono da definire assenti.
”
“Un prestito di 10mila euro verrebbe richiesto prevalentemente da chi ha grosse difficoltà a
mantenersi negli studi,
– dichiara Giovanna Billitteri, coordinatrice dell’ Unione degli
Universitari – spesso studenti che per queste difficoltà vanno a rilento nel loro percorso di
studi e finiscono anche fuoricorso.
”
“Secondo dei calcoli basati sulle esperienze personali di diversi colleghi – continua Billitteri –
Il totale che uno studente magistrale fuorisede spenderebbe prima di laurearsi sarebbe di
30.000 euro. Il prestito non solo risulterebbe insufficiente, ma rappresenterebbe un altro
ostacolo economico alla fine di un percorso già di per sé difficilmente accessibile. Questo
non è diritto allo studio.
”
“Il 30 settembre – conclude Ferrara – è stata pubblicata la graduatoria definitiva degli idonei
alle borse di studio per l’ERSU Palermo, essi infatti sono più di 16 mila.
Nel 2023 gli assegnatari di dicembre sono stati il solo 47%. Nel 2024 il 70%. Quest’anno
vorremmo che ci fossero abbastanza fondi tali da coprire la totalità degli idonei.
Le regioni dovrebbero rendere possibile e occuparsi di sostenere il diritto allo studio con
mezzi previsti dalla nostra legge, non con strategie anticostituzionali.
“


















