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Quello che sembrava un isolato evento sismico nelle prime ore di questa mattina potrebbe far parte di una serie di vibrazioni telluriche che agitano le pendici dell’Etna da ieri sera. Una scossa di magnitudo locale (ML) 2.4, registrata alle 5:30 ora italiana a 2 km a sud-ovest di Pedara (CT), con epicentro alle coordinate 37.6030 N, 15.0530 E e profondità di appena 0 km, ha destato l’attenzione della Sala Operativa INGV_OE di Catania. Ma i dati più recenti dal portale ufficiale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) suggeriscono un contesto di maggiore attività: monitoraggi in tempo reale indicano che l’area etnea sta vivendo una fase di sismicità superficiale, tipica del vulcano attivo, con possibili repliche o eventi correlati a partire dal tardo pomeriggio di ieri.
Secondo l’aggiornamento dal sito terremoti.ingv.it, accessibile per consultazioni in tempo reale, non emergono conferme immediate di una “sciame sismico” con magnitudo superiori, ma gli esperti dell’Osservatorio Etneo sottolineano che scosse di bassa entità come questa sono spesso precursori o accompagnatori di dinamiche vulcaniche. L’ultimo evento significativo nella macro-zona siciliana orientale risale all’11 novembre, con una ML 2.0 al largo della costa nord-orientale (vicino Messina), ma le reti sismiche stanno rilevando micro-tremori diffusi intorno all’Etna nelle ultime 24 ore. “È una serie di eventi minori, non anomala per la regione, ma sotto stretto controllo”, ha commentato un portavoce dell’INGV, invitando la popolazione a rimanere vigile senza allarmismi.
Pedara e i comuni limitrofi, come Trecastagni e Viagrande, sono i più esposti a queste vibrazioni superficiali, che – data la profondità nulla – vengono percepite come rumori sordi o lievi oscillazioni. Al momento, non si registrano danni strutturali né feriti, e le autorità di Protezione Civile non hanno emesso ordinanze di evacuazione.