Una mano assassina sta avvelenando i cani randagi del territorio canicattinese.
Un cittadino, che chiede di restare anonimo per paura di ritorsioni, ha segnalato alla nostra redazione la scoperta di due secchi pieni di pasta condita con lumachicida: uno in Contrada Giummello, l’altro nei pressi della Diga Castello (lato Naro).
Finora sono stati ritrovati almeno sei cani morti, tutti giovani tra 1 e 3 anni, deceduti dopo ore di agonia con convulsioni, schiuma dalla bocca e sangue dal naso. Alcuni sono stati trovati ancora con il muso dentro le esche.
«Ho visto con i miei occhi l’agonia di questi animali – racconta il segnalante –. È una morte lenta e straziante. Nessuno merita di morire così, tantomeno creature innocenti».
Le foto inviate alla redazione mostrano chiaramente i secchi con la pasta blu-verde, colore tipico del lumachicida a base di metaldeide, sostanza altamente tossica anche per cani, gatti, bambini e fauna selvatica.
L’allarme è altissimo:
Le zone interessate sono frequentate da cacciatori, agricoltori, runner e famiglie con bambini.
Il veleno rimane attivo per giorni e può essere letale anche per un cane al guinzaglio che annusa o lecca il terreno.
I veterinari locali confermano: negli ultimi 10 giorni sono arrivate diverse segnalazioni di cani domestici salvati per miracolo dopo aver ingerito bocconi sospetti.
Chiunque trovi esche sospette è pregato di NON toccarle con le mani e di segnalare immediatamente al 112 o al 1515 (Carabinieri Forestali).
«Avvelenare non risolve il randagismo, lo aggrava – conclude il cittadino –. Chiediamo controlli serrati e telecamere nelle zone a rischio. Basta con questa barbarie».












