Con la presente si esprime piena, totale e incondizionata vicinanza e solidarietà ai due titolari della tabaccheria/ricevitoria di Corso Umberto I, vittime, in distinti momenti, di gravissime aggressioni criminali caratterizzate da una ferocia inaudita, poste in essere al fine di impossessarsi dell’incasso giornaliero.
Si tratta di due padri di famiglia, lavoratori onesti, brutalmente aggrediti da soggetti incappucciati che hanno agito con una violenza deliberata, sproporzionata con un livello di spietatezza che non può più essere né tollerato né, tantomeno, ridimensionato o banalizzato.
In uno dei due episodi, l’azione criminale non si è limitata al pestaggio: alla vittima sono state sottratte le chiavi dell’autovettura, con la quale era appena rientrato presso la propria abitazione; il veicolo è stato successivamente rubato e, contestualmente, sono state sottratte anche le chiavi dell’abitazione privata e dell’attività commerciale.
Come se ciò non fosse stato sufficiente, alle ore 4 del mattino successivo, i medesimi soggetti hanno tentato di introdursi nella tabaccheria per depredarla dei beni di valore presenti al suo interno, non riuscendovi esclusivamente per circostanze indipendenti dalla loro volontà.
Tali eventi configurano un punto di non ritorno nella percezione della sicurezza urbana.
La misura è colma. Canicattì non può più attendere.
La città appare ormai teatro di una criminalità sempre più violenta, organizzata e audace, capace di agire indisturbata, colpendo commercianti, lavoratori e famiglie, mentre nella comunità cresce un clima diffuso di paura, rabbia e senso di abbandono.
Nel rinnovare piena e convinta solidarietà alle Forze dell’Ordine, troppo spesso lasciate sole ad affrontare un fenomeno criminale in costante escalation, mortificate dalla drammatica insufficienza di organici e mezzi ma anche dalla totale assenza della certezza della pena, si auspica con forza l’adozione di strategie straordinarie, incisive ed efficaci di controllo del territorio, tali da costituire un reale deterrente nei confronti di soggetti criminali che oggi circolano liberamente e senza timore a qualsiasi ora del giorno e della notte, anche in fasce orarie incompatibili con qualunque lecita attività lavorativa.
Canicattì è una città ferita, stanca e impaurita.
Continuare a sottovalutare o minimizzare quanto sta accadendo equivale, di fatto, ad accettare una resa dello Stato e delle Istituzioni, le stesse che oggi hanno un dovere morale e politico inderogabile: reagire immediatamente, con fermezza, determinazione e coerenza, prima che l’insicurezza diventi normalità e la paura si trasformi in una regola di vita per l’intera comunità.
Prof. Mimmo Licata
Presidente del Consiglio Comunale di Canicattì