Una lettera aperta firmata da un gruppo di ex amministratori e cittadini attivi ha acceso i riflettori sulla gestione della TARI (tassa sui rifiuti) nel Comune di Naro per l’anno 2025, denunciando un Piano Economico Finanziario (PEF) che sfiora i 2 milioni di euro e tariffe definite “alle stelle”. Il documento, che sarà inviato via PEC al sindaco, alla Giunta, al Presidente del Consiglio e ai consiglieri comunali, non punta il dito contro singoli colpevoli ma propone un’analisi tecnica per uscire dalla “stasi” e ridurre il carico sulle famiglie e sulle imprese.
Firmatari del testo – Serena Cremona, Calogero Cangemi, Stefano Barberi, Angelo Gueli Alletti, Lillo Polizzi e Giuseppe Nicotra – sottolineano di aver studiato la documentazione ufficiale con l’aiuto di esperti del settore, senza inseguire polemiche ma cercando soluzioni concrete. Il problema centrale, secondo il gruppo, è che il PEF 2025 (approvato con aggiornamento biennale nel 2025) si basa su costi e ricavi non sempre reali e aggiornati, gonfiando artificiosamente il fabbisogno coperto dalla tassa.
Tra le principali criticità evidenziate:
Il PEF non si riferisce al costo netto dell’anno in corso, ma ai dati dei due anni precedenti (per il 2025 si usano prevalentemente costi del 2023 e ricavi del 2022), secondo la metodologia MTR-2 di ARERA (in vigore per il quadriennio 2022-2025; dal 2026 scatterà il nuovo MTR-3).
Le tonnellate di rifiuti indicate nel PEF 2024-2025 sono identiche (2.325,14 t) per entrambi gli anni, senza variazioni e in discordanza con i dati certificati dal catasto nazionale ISPRA (gestito con ARPA regionali).
Mancato incasso di ricavi da conferimento in discarica (inclusi crediti prescritti o non recuperati) e applicazione impropria di penali, che caricano sui cittadini costi che avrebbero dovuto essere abbattuti.
Percentuale di raccolta differenziata riportata in bolletta 2025 non coincide né con quella del PEF né con i dati ISPRA certificati.
Mancata richiesta di premialità all’Assessorato regionale Ambiente nonostante i valori di differenziata indicati nel PEF.
Omissioni nel sito comunale (manca la pubblicazione del PEF 2024-2025) e validazioni SRR con versioni diverse e importi contrastanti (da 1,4 a oltre 1,8 milioni per il 2025 nelle bozze validate nel 2024).
Problemi procedurali, come l’aggiornamento biennale imposto da ARERA nel 2023 non pienamente recepito, e ritardi nell’invio di accertamenti prescritti (es. TARI 2020).
Il gruppo denuncia che queste anomalie configurano un “vizio di difetto di istruttoria” e una potenziale violazione degli obiettivi di efficienza imposti da ARERA, gonfiando il PEF e quindi le bollette a discapito di tutti i contribuenti. Si ricorda inoltre che la legge impone limiti alla gestione provvisoria in attesa di bilancio riequilibrato (termine scaduto il 31 dicembre 2025) e che i crediti presso le discariche possono essere recuperati fino a 5 anni indietro per ridurre il PEF futuro.
«Basta cercare angeli magici o capri espiatori – scrivono i firmatari –. Alimentare odio sociale ha già distrutto il senso di comunità. Invitiamo gli organi preposti a prendere provvedimenti immediati per risolvere questo problema annoso, che ha danneggiato l’economia locale e rischia di portare a nuovi accertamenti nel 2026 senza reali riduzioni delle bollette».
La missiva si chiude con un appello alla chiarezza e alla responsabilità condivisa: «Con umiltà, diamo una speranza per uscire dalla stasi. Bisogna fare un po’ di chiarezza!». Il documento arriva in un contesto di forte tensione sulla TARI a Naro, dove negli ultimi mesi si sono registrati aumenti significativi (fino al 200-300% per alcune categorie, secondo denunce di commercianti), proteste, minacce di sciopero e repliche dell’amministrazione attuale che attribuiscono parte delle responsabilità a gestioni precedenti.

















