La città sta affrontando una grave crisi idrica che ha portato migliaia di famiglie e attività senza acqua potabile da diversi giorni. Lunedì 9 febbraio 2026, alle ore 11:00, è in programma una manifestazione cittadina in Corso Umberto, davanti al Palazzo di Città, per denunciare la situazione e chiedere interventi immediati.
Il volantino diffuso in città, intitolato “Emergenza Idrica a Canicattì!”, invita tutta la cittadinanza a partecipare con toni decisi: si chiede un Piano di sicurezza sui rifornimenti idrici, si denuncia la crisi in atto e si rivendica l’acqua come bene primario e diritto fondamentale. L’immagine di un’autobotte per acqua potabile simboleggia la drammatica dipendenza da forniture esterne, mentre slogan come “L’acqua è un diritto! Non lasciamoci asciugare!” esprimono la rabbia e l’esasperazione della popolazione.
La situazione è precipitata a partire dal 4 febbraio, quando gli autobottisti hanno sospeso le consegne in segno di protesta. Il blocco è legato a controlli e sanzioni per presunti trasporti irregolari, oltre a lamentele per condizioni operative insostenibili: con un solo serbatoio e un solo bocchettone disponibile per il carico, molti ritengono impossibile rispettare i tempi di consegna richiesti. Il fermo ha lasciato la città senz’acqua per giorni consecutivi, con serbatoi domestici e aziendali che si stanno svuotando progressivamente.
In risposta, il Comune ha attivato il Centro Operativo Comunale (COC) in fase di preallarme e ha emesso un’ordinanza che vieta l’uso dell’acqua potabile per scopi non essenziali (come irrigazione di giardini o lavaggi). Sono stati riattivati pozzi comunali e si sta lavorando al collegamento di nuove fonti idriche per aumentare i volumi disponibili. Priorità è stata data alle scuole: un’autobotte è intervenuta per rifornire un plesso rimasto a secco, con la dirigente scolastica che ha sottolineato come la salute degli alunni venga prima di tutto.
Il Prefetto di Agrigento ha presieduto un vertice urgente del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, dove sono state individuate misure di emergenza: incremento dei volumi idrici da Siciliacque, collegamento a un nuovo pozzo capace di erogare fino a 15 litri al secondo e possibile impiego di mezzi della Protezione Civile. Nonostante questi sforzi, la tensione resta alta: gli autobottisti mantengono la posizione di fermo e movimenti locali, come Canicattì in MoVimento, hanno lanciato una raccolta firme per denunciare le irregolarità nel servizio idrico gestito da AICA.
La manifestazione di domani rappresenta il culmine di giorni di disagi e potrebbe segnare un punto di svolta. I cittadini scenderanno in strada per ribadire un messaggio chiaro: l’acqua non è una merce, ma un diritto essenziale.












