“Quando le cose vanno male, dalle nostre parti si suol dire ‘L’acqua intra senza tuba’
(L’acqua dentro casa senza i tubi installati, per chi non mastica il dialetto canicattinese).
Eppure noi, da decenni vorremmo che l’acqua ci arrivasse a casa in qualche modo, anche senza i tubi”. A parlare è Canicattì in MoVimento che interviene sull’emergenza idrica in città e lancia l’idea di una raccolta di firme.
“Se permarrà questa situazione proponiamo una raccolta di firme da parte di utenti che pur essendo in regola con Aica non ricevono l’acqua o non la ricevono con una turnazione decente come da contratto. Una raccolta di firme che potrà essere successivamente trasformata in Diffida nei confronti di Aica”.
Intanto, per il movimento “sta facendo discutere molto in città la situazione venutasi a creare dopo il fermo degli autobottisti che lamentano da un lato la ridotta possibilità di approvvigionarsi, dall’altro l’intimazione da parte di Aica a fornire l’acqua solo a quei cittadini regolarmente allacciati alla rete idrica e quindi attribuendo a quest’ultimi un incarico che esula dalle loro competenze in quanto trattasi di semplici trasportatori”.
“Sicuramente le ragioni di entrambi le parti sono valide ma, nel contesto Canicattinese, questa vicenda assume toni assurdi e grotteschi – si legge in una nota – La rete idrica della città, è un colabrodo. E’ sotto gli occhi di tutti lo spreco enorme di acqua che si perde per le strade. Molte strade, tante strade. E’ sotto gli occhi di tutti la l’inefficienza del servizio di manutenzione che, quando va bene ripara il danno dopo qualche mese. Danno che si ripresenta dopo qualche settimana nello stesso posto a distanza di qualche metro. Mentre l’acqua nelle case non arriva o arriva con turni anche di 10/15 giorni. Ci sono alcune zone dove l’acqua corrente non l’hanno mai vista e in quelle stesse zone gli stessi utenti allacciati comprano regolarmente l’acqua con l’autobotte pagando l’acqua in bolletta, più il trasporto che diventa un ulteriore costo. Al danno si aggiunge anche la beffa quando alcuni utenti ‘allacciati’ vedono arrivare nelle loro case acqua sporca che inquina i recipienti o comunque acqua di scarsa qualità. Aica ha teoricamente ragione a pretendere l’allaccio alla rete idrica (ove possibile) ma praticamente non è in grado di fornire un servizio degno di tale nome. Nonostante ciò, a fronte di disservizi e servizi non erogati, come si può pretendere un pagamento degli stessi? – interroga Canicattì in MoVimento – Crediamo che sia il momento di trovare un punto d’incontro tra l’Aica, gli autobottisti e le istituzioni. Un punto d’incontro che sia l’inizio di un progetto a lungo termine che tenda a risolvere il problema negli anni a venire”. Allo stato attuale però, a nostro parere, vediamo muoversi male l’amministrazione che tende a bypassare il problema scaricandolo sulle spalle e sulle tasche dei cittadini – denuncia il movimento – L’acqua è un bene primario che non deve mancare a nessuno. Allo stato attuale l’imposizione da parte di Aica seguita dall’appoggio dell’amministrazione comunale riteniamo sia fuori luogo, o meglio, formalmente corretta ma praticamente inapplicabile se si considera che chi farà il contratto come tanti altri casi esistenti rischierà di non vedersi arrivare l’acqua a casa se non tramite mezzi di fortuna autorizzati. La legalità è quello stato di fatto in cui Cittadini, Istituzioni ed Enti pubblici o privati, assumono l’uno con l’altro una condizione equilibrata fatta di diritti e doveri volti a tutelare tutte le parti. Qua invece – conclude Canicattì in MoVimento – le parti tutelate sono solo quelle che poi non possono garantire nulla”.
















