La Federazione Provinciale di Sinistra Italiana esprime una netta, ferma e non negoziabile contrarietà alla decisione dell’amministrazione comunale di Agrigento di intitolare una via a Sergio Ramelli.
Sergio Ramelli fu vittima della violenza politica degli anni di piombo. E noi, senza ambiguità, condanniamo quella violenza. Sempre. Senza “se” e senza “ma”.
Ma la pietà umana per una vittima non può trasformarsi in un atto politico che altera il senso della memoria pubblica.
Ramelli era un militante dell’area neofascista. Questo è un dato storico. E la Repubblica Italiana non nasce dal neofascismo: nasce dalla sua sconfitta. Nasce dalla Resistenza. Nasce dalla lotta contro il regime che ha oppresso il Paese, cancellato libertà fondamentali e condotto l’Italia nel baratro della guerra e delle leggi razziali.
Intitolare una via a un militante di quell’area politica non è un gesto neutro.
È una scelta simbolica.
È una presa di posizione.
È un messaggio che parla alla città e alle nuove generazioni.
Noi riteniamo che questo messaggio sia profondamente sbagliato.
Agrigento non ha bisogno di operazioni identitarie che riscrivono simbolicamente il perimetro dell’arco costituzionale. Agrigento ha bisogno di memoria condivisa, di esempi limpidi, di figure che rappresentino in modo inequivocabile i valori della democrazia antifascista su cui si fonda la nostra Repubblica.
La toponomastica non è un dettaglio amministrativo. È pedagogia civile. È racconto collettivo. È la mappa dei valori di una comunità. E scegliere di incidere nello spazio pubblico il nome di un militante neofascista significa compiere un atto politico che non possiamo accettare né normalizzare.
Non si tratta di alimentare odio.
Non si tratta di negare il dolore.
Si tratta di difendere il senso profondo delle istituzioni repubblicane.
Chiediamo all’amministrazione comunale di fermarsi e di assumersi la responsabilità politica di questa decisione davanti alla città. Chiediamo un confronto pubblico vero, trasparente, partecipato. Chiediamo criteri chiari e coerenti per le intitolazioni, fondati sui valori costituzionali e non su logiche di parte.
Come Sinistra Italiana saremo presenti, nelle sedi istituzionali e nella mobilitazione democratica, per ribadire che la memoria della Repubblica non è un terreno su cui arretrare.
Agrigento merita scelte che uniscano nel segno della democrazia.
Non scelte che normalizzino ciò che la Costituzione ha storicamente respinto.

Pasquale Cucchiara – segretario provinciale AVS – Sinistra Italiana


Adriano Lentini – AVS sinistra italiana Agrigento