Canicattì sta vivendo una delle fasi più critiche della sua storia recente. L’emergenza idrica che da settimane sta
mettendo in difficoltà famiglie, attività economiche e persone anziane è stata accompagnata da una
comunicazione istituzionale confusa, assolutamente distante dalla realtà vissuta quotidianamente dai cittadini.
Di fronte a una situazione segnata da disservizi, ritardi e responsabilità mai pienamente assunte, abbiamo
ritenuto non più rinviabile un atto politico chiaro e responsabile. La mozione di sfiducia nei confronti del
Sindaco Vincenzo Corbo: un documento analitico e costruito nel tempo, nel pieno rispetto delle regole e con
senso delle istituzioni.
Tale atto politico è stato redatto con il contributo congiunto di Angelo Cuva, Gianluca Cilia, Fabio Falcone,
Calogero Muratore, Giangaspare Di Fazio, Giuseppe Alaimo, Lillo Restivo, Dario Curto, Daniela Marchese
Ragona, Giuseppe Lalicata e Anita Alessi.
Un lavoro che affonda le proprie radici in una crisi politico-amministrativa ormai evidente: dalla gestione dei
servizi essenziali, a partire dall’acqua, fino al dissesto finanziario, alla paralisi decisionale, alla mancata
attuazione delle mozioni approvate dal Consiglio Comunale e alla progressiva marginalizzazione dell’Assemblea
cittadina. È doveroso ribadirlo con chiarezza: l’intero Consiglio Comunale è stato informato da settimane
dell’avvio di questo percorso. La conclusione della prima bozza della mozione è stata comunicata formalmente
e per tempo. Nessuna iniziativa improvvisata, nessuna imboscata, nessuna manovra opaca. Tutto è avvenuto
alla luce del sole, con l’obiettivo di aprire un confronto serio e pubblico sul futuro amministrativo della città.
Alla luce del raggiungimento delle dieci firme necessarie, comunichiamo che la mozione di sfiducia verrà
ufficialmente depositata il prossimo 12 marzo e fino a tale data sarà disponibile presso l’ufficio di presidenza per
eventuali ulteriori adesioni. Seguirà quindi l’iter istituzionale che prevede che la discussione in Consiglio
Comunale avvenga non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla presentazione della mozione. Questo
passaggio è fondamentale per garantire alla città un dibattito pubblico, trasparente e definitivo su quanto
accaduto negli ultimi anni e, in particolare, sulla gestione dell’attuale emergenza idrica.
Siamo pronti al confronto e ribadiamo con chiarezza che il testo non è blindato: potrà essere modificato,
integrato e migliorato per favorire la più ampia convergenza possibile. L’obiettivo non è imporre un documento,
ma portare la discussione nell’unico luogo legittimo del confronto democratico: l’aula consiliare. In quella sede,
davanti alla città, ciascun consigliere sarà chiamato ad assumersi la propria responsabilità politica. Sarà chiaro
chi intende continuare a sostenere l’attuale amministrazione e chi, invece, ritiene che dopo anni di inefficienze,
promesse disattese e crisi conclamata, sia necessario restituire la parola ai cittadini attraverso il voto libero e
democratico.
Non si tratta di una battaglia personale, bensì di un atto politico necessario, imposto dalla realtà dei fatti e dal
dovere di rappresentare una comunità stanca, disillusa e rassegnata a una gestione poco lungimirante.
Rivolgiamo pertanto un appello a tutti i consiglieri comunali: votate la mozione di sfiducia, per consentire a
Canicattì di ritornare alle urne e ridare voce ai cittadini. È il momento di compiere una scelta di responsabilità e
di dignità istituzionale, affinché si apra una nuova pagina per la nostra Città.
Nei prossimi giorni continuerà il confronto con tutti i consiglieri disponibili. Annunciamo sin da ora una
conferenza stampa che si terrà il 6 marzo alle ore 18:00 presso il Caffè Letterario. In quella sede illustreremo
pubblicamente le ragioni di questa scelta e ribadiremo un principio semplice e non negoziabile: Canicattì merita
dignità istituzionale, chiarezza politica e una prospettiva concreta di futuro.
Canicattì, 4 marzo 2026
I consiglieri comunali: Angelo Cuva, Gianluca Cilia, Fabio Falcone, Calogero Muratore, Giangaspare Di Fazio, Giuseppe
Alaimo, Calogero Restivo e Dario Curto, Daniela Marchese Ragona, Giuseppe Lalicata e Anita Alessi.