Infrastrutture, investimenti e aree industriali da rimettere in moto: dalla competitività dei territori passa oggi una parte decisiva del futuro produttivo della Sicilia. È da questa consapevolezza che a Siracusa istituzioni regionali e imprese si sono ritrovate attorno allo stesso tavolo per discutere del rilancio degli agglomerati industriali dell’isola. L’incontro, promosso da Irsap Sicilia nella sede di Confindustria Siracusa, moderato dal giornalista de Il Sole 24 Ore, Nino Amadore, ha messo al centro un nodo strategico per l’economia regionale: rendere più efficienti e attrattive le aree produttive attraverso investimenti infrastrutturali, semplificazione amministrativa e servizi più moderni per le imprese.

Il punto di partenza è chiaro: la salute del sistema produttivo siciliano passa in larga parte dalla funzionalità delle aree industriali. E proprio su questo fronte la Regione ha avviato una serie di interventi che puntano a rafforzare infrastrutture, digitalizzazione e gestione dei lotti produttivi.


Il nodo infrastrutturale delle aree industriali
Negli ultimi anni molte zone industriali della Sicilia hanno sofferto criticità strutturali: strade deteriorate, collegamenti insufficienti, servizi tecnologici carenti e procedure amministrative lente che rallentano la disponibilità dei lotti per nuovi investimenti.

La Regione, attraverso l’IRSAP, ha avviato un piano di interventi per migliorare queste condizioni e rendere più competitivo il sistema produttivo. Infrastrutture viarie, servizi digitali e semplificazione amministrativa sono i tre pilastri individuati per rilanciare gli agglomerati industriali dell’isola.

Il tema è particolarmente rilevante perché alcune aree produttive siciliane rappresentano nodi economici di primo piano. Tra queste spicca il polo industriale siracusano, con il petrolchimico di Priolo, come sottolineato dal presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Reale, uno dei più importanti complessi energetici europei. Le raffinerie presenti nell’area – tra cui Isab e Sonatrach – producono circa il 22% dei carburanti raffinati in Italia e generano un impatto economico stimato attorno al 15% del PIL regionale.

Accanto a Siracusa, altre due grandi aree industriali strategiche sono quelle di Gela e Catania, che insieme costituiscono l’ossatura del sistema manifatturiero ed energetico dell’isola.

Rendere efficienti queste infrastrutture significa incidere direttamente sulla produttività e sulla capacità della Sicilia di attrarre nuovi investimenti. Nel caso di Siracusa, l’obiettivo è ancora più ambizioso: consolidare il ruolo del territorio come hub energetico del Mediterraneo.

L’input politico: «Aree industriali subito disponibili»
Dal punto di vista politico, la Regione ha deciso di accelerare il processo di valorizzazione del patrimonio industriale.

L’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo ha sottolineato come l’iniziativa nasca anche dal confronto diretto con il mondo delle imprese.

«La Sicilia possiede un patrimonio industriale importante e un potenziale di sviluppo che va pienamente valorizzato – ha spiegato –. La Sicilia orientale, con i suoi poli produttivi e con un tessuto imprenditoriale dinamico e radicato nel territorio, rappresenta oggi un’area particolarmente vivace e strategica su cui costruire una nuova stagione di crescita industriale».

Per l’assessore il passaggio decisivo riguarda la disponibilità dei terreni industriali.

«È fondamentale mettere rapidamente a disposizione del sistema produttivo le aree industriali disponibili – ha aggiunto – avviando un percorso che consenta di metterle in vendita e renderle immediatamente fruibili per nuovi investimenti. Per farlo è necessario dotarsi di una norma chiara che passi dall’Assemblea regionale siciliana e che permetta di attivare procedure rapide, trasparenti ed efficaci».

Tamajo ha inoltre evidenziato il ruolo della collaborazione tra istituzioni e gestione industriale.

«Il lavoro sinergico tra IRSAP e i commissari dei Consorzi Asi sarà decisivo per valorizzare il patrimonio industriale esistente e trasformarlo in uno strumento concreto di sviluppo. Dobbiamo superare definitivamente logiche di immobilismo e restituire alle aree produttive della Sicilia la funzione per cui sono nate: essere motori di crescita economica e occupazione».

Le imprese: «Competitività delle aziende e dei territori»
Dal lato delle imprese, il confronto ha messo in luce una richiesta chiara: infrastrutture adeguate e tempi amministrativi certi.

Il presidente di Confindustria Sicilia, Diego Bivona, ha descritto con realismo la situazione di alcune aree industriali, in particolare quella siracusana.

«Quest’area, che vent’anni fa era il fiore all’occhiello di tutta Italia e anche di parte d’Europa, oggi vive una situazione di forte degrado – ha spiegato –. Ci sono strade interrotte, collegamenti infrastrutturali mancanti, ponti crollati e ogni estate si verificano incendi proprio perché molte zone non sono presidiate».

Per Bivona il tema non riguarda solo il decoro urbano ma la competitività economica. «Oggi la competitività delle imprese non può essere disgiunta dalla competitività dei territori. Quanto più i territori sono attrattivi, tanto più riusciamo ad attirare investimenti privati». Il presidente degli industriali ha ricordato inoltre gli asset strategici dell’area.

«Qui nel Siracusano abbiamo un polo industriale tra i più importanti d’Europa e il porto di Augusta, anch’esso strategico a livello europeo. Abbiamo quindi tutte le condizioni per diventare davvero l’hub energetico del Mediterraneo».

Il piano operativo dell’IRSAP
A tradurre queste indicazioni in interventi concreti è l’Irsap, l’Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive. Il commissario Marcello Gualdani ha annunciato investimenti e azioni operative già in corso.

«Il governo regionale ha dimostrato grande attenzione verso il sistema industriale. Stiamo intervenendo in tutti i siti produttivi e in particolare nell’area di Siracusa». Tra le misure previste ci sono investimenti infrastrutturali diretti.

«Stiamo investendo 6,5 milioni di euro per infrastrutture nell’area del petrolchimico – ha spiegato – e stiamo installando antenne 5G per rafforzare la connettività e sviluppare i servizi digitali, ormai fondamentali per la competitività delle imprese». Sul piano operativo, l’Irsap sta inoltre avviando una verifica amministrativa dei lotti industriali disponibili.

Personale tecnico sarà inviato temporaneamente a Siracusa per esaminare la documentazione dei terreni e distinguere le aree immediatamente utilizzabili da quelle ancora bloccate da contenziosi o problemi amministrativi.

Digitalizzazione e servizi alle imprese
Il direttore dell’Irsap Gaetano Collura ha ricordato che la strategia regionale si basa anche su un’analisi industriale realizzata con il supporto dello studio Ambrosetti. «Due anni fa la Regione ha commissionato un piano industriale che ha coinvolto gli stakeholder di tutti gli agglomerati produttivi – ha spiegato – e da quel lavoro è emersa una linea chiara: investire sulle infrastrutture e rafforzare i servizi digitali alle imprese».

La digitalizzazione dei processi amministrativi e la disponibilità di dati chiari sui lotti industriali disponibili sono considerati strumenti fondamentali per rendere più veloce l’insediamento di nuove attività produttive.

Le risorse per il territorio
Sul tema delle infrastrutture è intervenuto anche Giuseppe Carta, presidente della Commissione Ambiente dell’Assemblea regionale siciliana, che ha sottolineato l’impegno della Regione nella programmazione delle risorse.

«L’obiettivo è garantire certezza nella destinazione dei fondi per le aree industriali della Sicilia – ha spiegato – con una programmazione chiara che renda disponibili gli agglomerati produttivi sia nella Sicilia orientale sia in quella occidentale».

Nel territorio siracusano sono già previsti interventi significativi. «In provincia di Siracusa stiamo investendo quasi 8,5 milioni di euro per l’urbanizzazione dell’area di contrada Bondifè, tra Priolo e Melilli, dove oggi le strade sono quasi impercorribili e rendono difficile l’accesso alla zona industriale».

Una partita strategica per l’economia dell’isola
Dal confronto di Siracusa emerge un dato condiviso: senza infrastrutture adeguate e senza una gestione efficiente delle aree produttive sarà difficile rilanciare il sistema industriale siciliano. La partita riguarda non solo l’efficienza amministrativa ma la capacità della Sicilia di attrarre capitali e consolidare il proprio ruolo energetico e logistico nel Mediterraneo. In questo scenario, il rilancio delle aree industriali – da Siracusa a Gela fino a Catania – diventa uno degli snodi decisivi per la crescita economica dell’isola.