“Conguagli AICA: cittadini penalizzati – basta fare cassa con gli utenti”. Lo dice Michele Termini, ex sindaco di Campobello di Licata il quale chiede l’immediato ritiro dei conguagli su consumi stimati di AICA, “poiché non corrispondono al consumo anno indicato nelle bollette stesse e come imposto dalla determinazione ARERA 218/2016 Ne deriva un sistema di conteggi che addebita agli utenti consumi superiori con scaglioni tariffari più alti”.

Termini, inoltre, auspica un intervento urgente dell’ATI e dell’ARERA, “affinché venga verificata la legittimità delle modalità di rilevazione dei consumi e dei criteri di calcolo aapplicat”.


L’ex sindaco di Campibello pone una domanda: “A qesto punto è lecito domandarsi: si tratta di gravi errori o di malafede? In entrambi i casi, il dolo appare evidente”.

“Un esempio concreto: una famiglia che ha un consumo annuo di 78 m³ di acqua indicato nella bolletta, si ritrova un consumo stimato di 110 m³ in soli otto mesi – spiega – È evidente l’assurdità di tali dati. Questo meccanismo porta le famiglie a essere collocate nelle fasce più alte di consumo, con l’eccedenza tariffata a prezzi esorbitanti, come se si trattasse di un bene di lusso. C’è da verificare anche il numero dei tentativi di lettura riportati in bolletta poiché secondo l’art. 7.5 della Deliberazione Arera 216 del 2016 il “tentativo” non andato a buon fine deve essere comunicato all’utente, altrimenti il mancato raggiungimento di 2 tentativi di lettura darebbe luogo ad un indennizzo automatico all’utente di 30 euro”.

Per il politico è “una situazione inaccettabile che unitamente al mancato accredito del bonus idrico e per il mancato rimborso del deposito cauzionale per le 30.000 utenze( circa 90.000 persone) sta mettendo in difficoltà gli utenti in particolare quelli piu fragili”.

Pertano, Michele Termini chiede “un intervento immediato in particolare dell’ATI IDRICO AG9 , ente deputato al controllo di AICA” e condlude: “BASTA FARE CASSA CON GLI UTENTI!”.