Quando ci si accorge che il protocollo adottato per le cure non è quello corretto, quando ci si rende conto che l’assistenza sta causando delle problematiche, allora bisogna subito avvisare il personale sanitario e chiedere un intervento. È il monito dell’associazione Codici, che sta portando avanti la campagna “La ferita ingiusta” per combattere piaghe da decubito e malasanità.

“Uno degli obiettivi della nostra iniziativa è rilevare l’ampiezza reale di un fenomeno che resta troppo spesso nell’ombra – afferma Manfredi Zammataro, Segretario di Codici Sicilia –. Vogliamo mappare le situazioni critiche nelle strutture ospedaliere e nell’assistenza domiciliare per dare voce a chi ha subito torti. È essenziale che i cittadini comprendano di non essere soli in questa battaglia. Insieme possiamo pretendere standard assistenziali adeguati e far valere i diritti di chi si trova in condizioni di fragilità e dipendenza dalle cure altrui”.


“Su 38.354 sinistri ospedalieri, il 78,6% è registrato sotto il nome di piaghe da decubito – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –. Sono dati raccolti negli ultimi anni. Nel 7,7% dei casi l’ulcera è così grave da provocare un’infezione capace di diffondersi nell’organismo e stroncare la vita del paziente fragile entro un anno dalla dimissione. Parliamo, quindi, di un pericolo con cui i pazienti possono dover fare i conti. Per affrontarlo servono attenzione e rapidità di azione. È importante avvisare subito il personale sanitario quando ci si accorge che qualcosa non va. Ci riferiamo, ad esempio, a cure inefficaci, lentezza negli interventi, rimpalli di competenza. Il nostro ruolo, come associazione impegnata nella tutela dei diritti del cittadino, è quello di vigilare sul corretto operato delle strutture sanitarie e, nel caso di irregolarità, di intervenire segnalando e denunciando. Per fare questo è fondamentale presentare una documentazione che dimostri chiaramente la gravità della situazione. È per questo che bisogna richiedere la cartella clinica del paziente e fotografare l’insorgenza delle piaghe da decubito. Ormai anche far valere un diritto basilare come quello alla salute è diventato difficile, perché si punta il dito contro chi denuncia casi di malasanità assolvendo automaticamente i responsabili richiamandosi alla carenza di organico, solo per citare il caso più frequente. I protocolli per prevenire e per trattare le piaghe da decubito esistono, sono chiarissimi e devono essere rispettati. Da anni ci battiamo per questo e continueremo a farlo per tutelare i pazienti ed i loro parenti da uno dei grandi mali dell’assistenza sanitaria, ancora oggi sottovalutato”.